IL PALO... INFINITO
"La manovra antismog? Pali “infiniti” e chilometri di ragnatele di cavi aerei. L’amministrazione ha preferito intervenire sugli effetti dell’inquinamento, non sulle cause"
Sempre caro mi fu quest’ermo colle
e questa siepe che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni e la presente
e viva, e il suon di lei: Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.
Provate a calarvi tra queste righe, senza fretta, tra “L’infinito” di Leopardi. E se qualche difficoltà incontrerete nella lettura per l’italiano non proprio corrente, pazientate. E poi aspettate. Provate a immaginare una città, una piccola città come Lecce che vuol fare del suo futuro un affresco leopardiano. Ci starebbe tutto, pensateci. Non sarebbe fuori moda. Il suo centro storico e i suoi viali alberati. Piste ciclabili dappertutto e mini bus navetta, elettrici, a centinaia, silenziosi, che poi salirci sopra diventa normale come entrare in un bar. Calma. Non è cosa sconveniente.
E le auto? E’ questo il punto. Non si può certo impedire ai residenti e a coloro che vengono da fuori di entrare in città. Che fare allora? Educare i cittadini alla pratica della riflessione. Per dire, provate a immaginare una città, una piccola città come Lecce dove i suoi abitanti iniziano a comprendere che la monovolume non è più un cubo di cemento a quattro ruote da esibire come status symbol per le piccole vie cittadine, fossero tutte con pendenza montana di 45 gradi capiremmo, ma che forse Lecce sarebbe invece meglio marciarsela o godersela in sella alle bici. E per chi arriva da fuori, ma non solo, predisporre a iosa parcheggi di interscambio alle porte della città con i mezzi pubblici. Ahi.
L’amministrazione comunale ritiene che per abbattere le polveri sottili e l’inquinamento sia necessario il filobus. E la manovra antismog è sotto gli occhi di tutti: pali “infiniti” e chilometri di ragnatele di cavi aerei che ingabbiano e che filtrano il cielo azzurro della città barocca. L’amministrazione comunale ha quindi preferito intervenire sugli effetti dell’inquinamento, bontà sua, non sulle cause che lo alimentano. E ancora una volta, ci piace credere, che i migliori investimenti per la città debbano essere invece fatti sul pensiero delle persone e sulla volontà di trasformare i salotti dei Palazzi in salotti urbani. A quel punto sarebbe sconveniente per molti e non proprio chic per chi ritiene di esserlo, portarsi l’auto nel proprio “soggiorno”. Non credete?
La Notte bianca, una bella e riuscita esperienza urbana appoggiata fortemente dal Comune di Lecce, ha proprio lasciato queste preziose indicazioni: la città cambia in meglio quando si cammina a piedi perché il cuore, le gambe e la vista si riappropriano degli spazi. E ed così che “tra questa immensità s’annega il pensier mio:e il naufragar m’è dolce in questo mare”.
Leopardi lascia ai posteri in quattro righe l’idea di una carezza urbana, fosse anche o solo interiore, che mai potrebbe conciliarsi con un “palo infinito” e guai a definirla semplicemente d’altri tempi.