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[02/01/2009]
AUTO E TRATTORI PER SBARRARE IL PASSO ALLA DISCARICA
Ugento: il sindaco emette un'ordinanza per vietare l'accesso ai camion. Molti fra gli stessi cittadini, fin dalla notte prima, con i propri mezzi per bloccare l'ingresso. Scontro aperto con la Regione
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C’è chi ha fatto la nottata, nonostante fosse Capodanno, e chi si è presentato questa mattina, a dispetto di pioggia e freddo, in una giornata per quasi tutti lavorativa. Davanti alla grande discarica della Monteco in contrada Burgesi, territorio comunale di Ugento, ma località che interessa per la sua vicinanza anche centri come Acquarica del Capo e Presicce, oltre alla frazione ugentina di Gemini, centinaia di cittadini che si sono avvicendati per tutto il giorno. Un’ordinanza del sindaco di Ugento Eugenio Ozza impedisce l’accesso alla discarica, ed il primo cittadino non sembra intenzionato a ritirarla. Altri sindaci sono schierati contro l’ampliamento: nei giorni scorsi Antonio Luca, primo cittadino di Presicce, aveva tuonato: “All’occorrenza faremo le barricate”. Non ci fosse l’ordinanza e quindi gli agenti di polizia municipale di Ugento, ci penserebbe comunque la gente comune a bloccare il passo: trattori, auto private, qualche Ape dei contadini della zona che imprecano contro le malattie, e diversi striscioni. Perentorio quello che recita: “La discarica è piena come le nostre p…”. Insomma, da qui non si passa. Vietato l’accesso ai camion con la spazzatura.

Tutto nasce, come noto, dalla decisione del presidente della Regione Puglia e commissario per l’emergenza ambientale Nichi Vendola di spostare i rifiuti urbani del bacino Le/2 nella discarica di Burgesi, che già accoglie quelli del bacino Le/3, ovvero della zona del Capo. Un’ordinanza in vigore fino al 31 di questo mese, che contempla anche un aumento volumetrico, qualora non fosse sufficiente lo spazio. E nelle popolazioni vicine è scattata la rabbia, anche perché quello stesso avallamento in mezzo alla campagna salentina non sembrerebbe di per sé capiente abbastanza per la destinazione originaria. Ecco allora che la questione si trasforma in un braccio di ferro con Regione Puglia e Provincia di Lecce, chiamata, quest’ultima, a trovare una soluzione di fronte al quadro di crisi. Il 7 gennaio il primo incontro per tentare di trovare una soluzione, con l’assessore provinciale all’Ambiente Gianni Scognamillo nel difficile ruolo di mediazione degli interessi. Anche perché il rischio di una nuova situazione campana, con i rifiuti per strada, sembra una prospettiva prossima e non del tutto campata per aria.

“Diciamo ancora una volta no ai rifiuti nella discarica Burgesi”, tuona Bruno Ricchiuto, del movimento Salento libero regione: “Non può la demente politica delle autorità preposte, causa della mancata realizzazione dei due impianti di biostabilizzazione, penalizzare in termini di inquinamento ambientale e quindi di salute il popolo salentino; troppe parole sono state dette, è ora di passare ai fatti”. Ecco perché Ricchiuto chiede “che gli amministratori salentini dimostrino che tengono veramente a cuore i destini dei loro elettori, dimettendosi in massa, in senso di protesta, a tutti i livelli, comunale, provinciale, regionale e parlamentare”. Lo stesso Ricchiuto presiede il coordinamento provinciale riunitosi “per individuare e programmare eventuali,ove fosse necessario, più incisive strategie di lotta”.

Vinicio De Vito, segretario provinciale del Partito della rifondazione comunista-Sinistra europea si scaglia però contro l’ordinanza di Ozza che vieta il conferimento in discarica dei rifiuti dell’Ato Lecce 3: “Ha il sapore amaro di una strumentalizzazione politica. Sono molto più evidenti gli aspetti che rimandano alla battaglia elettorale alle porte che i vantaggi effettivi che le comunità trarrebbero dal provvedimento”, commenta. “L’ordinanza, infatti, contiene un elemento di imprevedibilità: come fare a distinguere i tir dei due bacini provinciali? Il rischio reale, che speriamo non si verifichi, è quello di bloccare tutti i rifiuti alle porte della discarica, provvedendo attivamente a creare una situazione di crisi nel territorio dell’Ato Lecce 3. E c’è ancora un altro rischio”, aggiunge: “Che davanti alle proteste il gestore della discarica decida di chiudere i battenti, come fra l’altro ha paventato. Rispetto al tavolo tenutosi il 24 di dicembre sconcerta il dietrofront del sindaco Ozza, il quale è del tutto indifferente al fatto che l’accordo per realizzare il sopralzo dell’impianto sarebbe durato solo 30 giorni e che basterebbe, ad oggi, attendere pochi giorni, fino al 7 di gennaio, data nella quale si terrà un altro tavolo presso la Prefettura al quale sono stati invitati anche i comitati di cittadini”.

Oltre ad Ozza, De Vito attacca anche i sindaci di Botrugno e Poggiardo, rispettivamente Silvano Macculi e Silvio Astore, dei quali dice: “Collocati in posti chiave per la gestione dei rifiuti sul territorio salentino, paventano un giorno si e l’altro pure la crisi, esattamente come promulgato nelle assemblee politiche del Pdl”. E di mezzo ci va anche il consigliere regionale Rocco Palese “che proprio nei consigli comunali tenutisi a Ugento sedeva tra il pubblico, conducendo tutta la vicenda fino al suo momentaneo epilogo. Tutti e tre i sindaci citati sono in predicato per le candidature al consiglio provinciale e stanno cominciando a lavorare per l’obiettivo. Peccato che lo facciano sulla pelle delle popolazioni che loro stessi governano. Tutti, invece, dovrebbero farsi un esame di coscienza, dal momento che la loro parte politica ha ampie responsabilità per le difficoltà del momento, e apprezzare la sensibilità del presidente Vendola che più di una volta ha sollevato il Salento da pesanti fardelli di immondizia”.

Ma c’è sinistra e sinistra, e infatti il consigliere comunale del Pdci di Ugento Angelo Minenna ribadisce “un secco no allo scarico nella discarica di Ugento di spazzatura indifferenziata proveniente dai 48 comuni dell’Ato Le/3” ed “alla ulteriore prosecuzione dell’attività della discarica Burgesi, se non in deroga provvisoria e fino a quando non sarà completamente ultimato il nuovo impianto di biostabilizzazione ad Ugento”. Il Pdci regionale, per voce del presidente Cosimo Borraccino, annuncia, inoltre, che presenterà nei prossimi giorni un’interrogazione indirizzata all’assessore all’Ambiente della Regione per chiedere il motivo dei ritardi nella realizzazione dell'impianto di biostabilizzazione di Ugento dell’Ati Cogeam (gruppo Marcegaglia), interamente con fondi regionali. La richiesta è quella di individuare un sito alternativo a quello di Ugento, ritenuto “una vera e propria bomba ecologica, in quanto ha già effettuato tre sopralzi di spazzatura ed ha già ampliato la superficie disponibile della discarica, con un ulteriore lotto di due ettari di terreno”. Il Pdci auspica inoltre un’indagine dell'Arpa “per verificare la tenuta del fondo della discarica Burgesi di Ugento, in modo da verificare se esistano o meno le condizioni per una definitiva chiusura della stessa”.

E intanto sul caso rifiuti arriva anche la posizione dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, la cui Giunta si è riunita oggi nella sede di Calimera. “Si è ormai giunti al baratro dei rifiuti per strada; molto ci si è impegnati per evitare ciò, ma alcune irresponsabilità hanno determinato questo desolante risultato”, commentato i rappresentati dei Comuni che compongo l’area ellefona del Salento. “Tanto si è lavorato in questi anni per far crescere il Salento turistico, per sviluppare l’economia, recuperandone la tradizione culturale e salvaguardando il paesaggio salentino. Oggi si rischia di offrire l’indecente spettacolo della spazzatura in mezzo alle strade, vanificando anni di duro lavoro. Chiediamo ai cittadini, che in questo momento ad Ugento protestano con tanta forza, di assumere atteggiamenti di moderazione, consentendo per i prossimi giorni (si tratterebbe di attenderne solo quattro o cinque) lo smaltimento dei rifiuti ad Ugento e lavorando, al contempo, per la ricerca di efficaci soluzioni alternative”. Questa la posizione della Grecìa, dunque, che va dura contro il sindaco di Ugento Ozza.

“Come Giunta dell’Unione – dicono infatti i rappresentanti della Grecìa -, ritenendo illegittima l’ordinanza del sindaco di Ugento, che vieta lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dei Comuni dell’Ato Le/2 presso la discarica “Burgesi”, abbiamo deciso di conferire al professor Pier Luigi Portaluri, l’incarico di impugnare tale ordinanza dinanzi alle magistrature competenti. Inoltre, essendo mutata la situazione complessiva, aggravata dagli ultimi preoccupanti episodi, chiediamo al prefetto di Lecce, Mario Tafaro, di anticipare ad horas la riunione già prevista per il giorno sette gennaio prossimo, non potendo consentirci di far trascorrere ben cinque giorni di assoluta emergenza”.
La Redazione

comune: Ugento - categoria: ATTUALITA'|Politica - letto: 1266 volte
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