Aggressione in strada per futili motivi: con quattro auto hanno circondato una Opel Corsa sulla Castro-Vignacastrisi devastandola con pietre. Botte agli occupanti, ragazzi di Botrugno: 15 le denunce
Forse neanche la mente del più ispirato Quentin Tarantino sarebbe stata in grado di partorire una sequenza cinematografica tanto “pulp”. E vi sono meno attori in scena persino nella violenta scazzottata fra i Drughi e la banda di Billy Boy nell’ormai film cult “Arancia Meccanica” di Stanley Kubrick. Una vicenda da far accapponare la pelle, quella avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri sulla provinciale 83 che collega Castro a Vignacastrisi, frazione di Ortelle. Niente registi e “ciak si gira”, nessuna comparsa o controfigura. Tutto assurdamente reale. Inseguimenti ad alta velocità, speronamenti, un’auto bloccata e devastata e poi giù botte a non finire. In almeno quindici, quasi tutti di Scorrano, contro appena quatto persone. Dire che i gruppi fossero impari, è poco. E la violenza inaudita che si è abbattuta sui quattro sventurati fa rabbrividire ancor di più se si considera che gli autori di una spedizione in formato branco sono giovanissimi, quasi tutti studenti, la metà dei quali minorenni.
Il motivo? Da non credere neanche quello: uno sgarro, se così di può dire, tra i più futili che possano esistere nella classifica delle offese. Sembra che la Opel Corsa con a bordo i quattro giovani che di lì a poco sarebbero stati vittime dell’aggressione, tutti di Botrugno, avesse azionato gli abbaglianti incrociando le altre vetture, quattro in tutto. Da qui, l’idea di una forma di vendetta da applicare nell’immediato. Il gruppo ha iniziato così una serie di manovre spericolate da film d’azione. La prima ad avere la meglio sugli inseguiti è stata una potente Mini Cooper, che ha sorpassato la Opel Corsa, inchiodando improvvisamente sull’asfalto per bloccarla. Un tentativo andato però a vuoto, e a quel punto sono sopraggiunti i rinforzi delle altre tre vetture.
E’ in questo modo che la Opel è stata obbligata, alla fine, a fermarsi. Circondata e sotto assedio. L’autista non s’è però dato per vinto, ed ha a sua volta effettuato una manovra improvvisa per liberarsi dal placcaggio, individuando un varco in retromarcia. E come nei peggiori film d’azione, dove la trama è fin troppo banale, ecco che è avvenuto il patatrac: il motore s’è spento. Accade di solito quando intorno ci sono torme di zombie. Ma altro che morti viventi: i quattro si sono ritrovati in men che non si dica accerchiati dai quindici giovanotti vivi e vegeti. Il primo degli inseguitori, sceso dalla macchina, è salito sul cofano ed ha sfondato il parabrezza con un calcio. Poi, ecco tutti gli altri: alcuni hanno costretto con la forza a scendere dall’auto tre degli occupanti, mentre gli altri hanno preso in prestito (si fa per dire) alcuni massi da un muretto a secco nelle vicinanze, lapidando la Opel Corsa.
Quando un finestrino è rimasto sfondato sotto la gragnola di sassate, una pietra ha colpito alla spalla il ragazzo rimasto intrappolato nell’abitacolo. Per fortuna ha avuto la prontezza di riflessi di girarsi, o avrebbe rischiato di rimanere ferito sul volto. Questo, prima di essere impietosamente trascinato fuori e malmenato insieme agli altri suoi amici. Pietre sarebbero arrivate anche contro l’autista della macchina, che era già stato condotto con la forza all’esterno e spinto per terra. Anche lui è rimasto colpito alla schiena. I vetri sono andati tutti in frantumi, sfondati da sassi e calci, e non si contano le ammaccature sulla carrozzeria. I malcapitati hanno dovuto successivamente fare ricorso alle cure mediche. Per fortuna non hanno riportato lesioni gravi. Si tratta di un tecnico informatico di 22 anni, di uno studente 21enne, di un operaio 20enne e di un disoccupato anch’egli 20enne.
E la gang? Smascherata per due terzi nel giro della stessa serata, gli altri cinque sono stati identificati oggi. Sul posto sono arrivati infatti i carabinieri delle stazioni dipendenti dal nucleo radiomobile di Maglie, avvisati da un automobilista di passaggio che non ha certo potuto fare a meno di notare quel disastro. E’ iniziata da lì una rapida, quanto serrata indagine condotta insieme ai militari di Scorrano e Poggiardo per arrivare ad identificare i giovani. I primi dieci sono stati scovati e condotti in caserma, dove, su disposizione dei pubblici ministeri di turno, Emilio Arnesano per la magistratura ordinaria, e di Simona Filoni per quella minorile, sono stati denunciati a piede libero per rissa aggravata dai futili motivi e dal fatto che il numero di aggressori fosse superiore a cinque, violenza privata, lesioni personali e danneggiamento in concorso.
I ragazzi deferiti in stato di libertà già ieri sono: S. D. C., studente 19enne di Scorrano; M.D.C., 16enne, anch’egli studente scorranese, F.A, 15enne, studente di Scorrano (già noto alle forze dell'ordine); L.V., operaio 19enne di Scorrano; R.C., 16enne di Diso, anche lui studente; P. F., studente 18enne di Scorrano; A.U., studente di 19 anni di Scorrano (già noto); M.P., operaio 15enne di Scorrano già noto; S.M., studente 14enne di Maglie; P.M., operaio 18enne di Maglie, già noto alle forze dell’ordine. Quelli scovati oggi: S.B., muratore 20enne di Scorrano; M.Z. studente 17enne di Scorrano; M.N, studente 16enne scorranese; G.C.D., studente 16enne di Scorrano; C.F., studente di 19 anni, originario dello stesso comune, ma residente a Brembate, nel bergamasco. Tutto sommato, sono riusciti a scampare all’arresto e quindi la mano è stata meno pesante di quanto sarebbe stata la loro sulle vittime di Botrugno.