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[11/01/2009]
LECCE, 2009 CON IL BOTTO: LA FIORENTINA ESCE "VIOLA"
Impresa dei salentini che con reti di Giacomazzi e Castillo (entrambe in sospetto fuorigioco) superano per 2 a 1 i toscani all'Artemio Franchi. Buona la prima con il nuovo modulo 4-3-3
Foto di Giovanni Santoro per LeccePrima. I tifosi del Lecce al Franchi di Firenze.
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Foto di Giovanni Santoro per LeccePrima.
Ripartenza con il botto, nella prima uscita del nuovo anno. Un lungo stop, poi il ritorno in campo con una vittoria in trasferta strappata con i denti in una gara in cui il Lecce esibisce un doppio volto. Sbarazzino quello della prima frazione di gioco, molto più contratto quello della ripresa, dove al cambio di modulo in corsa si sovrappone una naturale stanchezza che costringe gli uomini di Beretta a retrocedere dietro la linea del centrocampo, asserragliati in difesa del vantaggio. Buon per i salentini che almeno metà degli uomini in maglia viola siano in evidente affanno. Perché se il Lecce per tutto il secondo tempo non pungerà quasi mai, la Fiorentina non ci metterà quella grinta necessaria per agguantare almeno un pareggio. Alla fine, un lungo sospiro di sollievo in classifica: Il Toro era già caduto rovinosamente a Genova, la Reggina viene fermata in casa dalla Lazio, Bologna e Chievo non vanno oltre il pari. E ci si allontana con un balzo di due lunghezze dalla zona retrocessione. In attesa della prova interna con il Genoa. Non uno scherzo da poco.

Ma non lo era neanche, sulla carta, la partita di Firenze, un appuntamento al quale si è arrivati dopo un eterno stop per le festività che sembra aver giovato più al Lecce che ad un avversario impreciso e sottotono in ogni reparto, molle sulle gambe e soprattutto avvolto in difesa dalle spire di un’empasse dal quale non sembrerà mai uscire per l’intero corso della partita. E’ vero, i gol di Giacomazzi e Castillo sono in sospetto fuorigioco (specie il secondo), ma i centrali difensivi viola ci mettono del loro, facendosi tagliare come burro ora da Tiribocchi, ora dall’uruguayano, ora dall’argentino con sorprendente facilità e in più occasioni. Una giornata storta del reparto fiorentino che esalta ancor di più l’inedito modulo del Lecce, un 4-3-3 ficcante e a tratti travolgente, che se sfruttato meglio avrebbe persino potuto chiudere in anticipo la gara. E invece nel secondo tempo i salentini preferiscono un ritorno al passato (4-4-2, on i reparti molto arretrati, a momenti un mucchio selvaggio ai limiti dell’area), per cercare di contenere l’inevitabile forcing avversario. Ben poca cosa, per la verità. E se il pari non arriva, alla fine qualche pezza ce la mette anche un Benussi in gran spolvero. Determinanti alcuni suoi interventi.

Si parte con un Lecce inedito, dunque, che deve fare a meno di Zanchetta (fermato dall’influenza) e che si schiera con Benussi tra i pali; Polenghi, Esposito, Fabiano e Giuliatto sulla linea difensiva; Munari, Vives (preferito ad Ardito) e Caserta a centrocampo; Giacomazzi, Castillo e Tiribocchi in avanti. I padroni di casa, allenati dall’ex Prandelli, propongono un 4-3-1-2 che vede Frey in porta; Comotto, Gamberini, Kroldup e Vargas in difesa; Kuzmanovic, Melo e Donadel nella zona mediana; Santana alle spalle di Gilardino e Mutu. La partenza dei viola è piuttosto vivace, la pressione arriva soprattutto dalle fasce con le incursioni di Vargas e Kuzmanovic, ma Gilardino e Mutu vengono spesso anticipati dagli imponenti centrali in maglia giallorossa. Una costante di tutta la gara, tolta l’occasione del momentaneo pareggio viola e qualche altro sporadico momento. Al 5’ una bella triangolazione rapida si chiude con la rifinitura di Gilardino per il destro di Santana, deviato in corner dal tocco di un difensore del Lecce. Sembra il preludio di un arrembaggio, e invece, violento come una martellata su un dito quando si sbaglia colpo piantando un chiodo, arriva la rete del Lecce.

Castillo con un morbido pallonetto spezza in due la retroguardia toscana, troppo alta nell’occasione, e innesca Giacomazzi sul filo del fuorigioco (un aspetto che le immagini non chiariscono del tutto). L’uruguaiano scende verso la porta palla al piede, ma non batte Frey subito: con freddezza da bomber collaudato, lui che è un centrocampista prestato all’attacco, prima lo mette a sedere con una finta, poi deposita la sfera alla sua destra. Cala il gelo sull’“Artemio Franchi”, e nei minuti che seguono la Fiorentina fa fatica a riprendere il filo del discorso, mentre il Lecce continua a pungere alla stessa maniera, per vie centrali. I viola si affidano così soprattutto alle palle inattive, ed al 12’, da posizione impossibile, direttamente su calcio di punizione, Mutu trova lo specchio, ma Benussi s’inarca e devia in corner.

Ne nasce un capovolgimento di fronte, ed ecco di nuovo il trio leccese in azione, un po’ grottesca, ma efficace: Giacomazzi da destra prova l’assist in mezzo; Castillo incespica e tocca la palla con la schiena, trasformando il tutto in un servizio per il Tir che prova il gol a sorpresa: fuori. Al 23’ ancora punizione per i padroni di casa, questa volta da posizione centrale, e fiondata sul primo palo di Mutu intercettata da Benussi in tuffo. Giusto un attimo prima che s’insacchi. E’ il momento di maggior pressione della Fiorentina, che un minuto più tardi perviene al pareggio. Santana scende sulla sinistra e di slancio, dal fondo, lascia scoccare un perfetto assist di interno sinistro su cui Melo svetta rabbioso di testa, depositando alle spalle dell’incolpevole portiere del Lecce.

In altre occasioni i salentini forse sarebbero entrati a fari spenti nel tunnel buio della crisi, ma questa volta la squadra non si scompone e riparte all’attacco. Risultato: al 27’ arriva, quasi inatteso, il raddoppio. Tiribocchi conquista palla a centrocampo e, come già poco prima aveva fatto Castillo per Giacomazzi, mette fuori causa la difesa avversaria con un passaggio proprio per l’argentino, il quale parte in posizione più che sospetta, ma non sentendo fischi e non vedendo bandierine, s’invola a testa bassa verso la porta difesa ormai dal solo Frey. Anche in questo caso, finta, e palla sotto la traversa. E’ il 2 a 1 dal quale la Fiorentina non si riprenderà più. Per la verità un’occasione più che ghiotta arriva al 32’, quando Kuzmanovic calcia da destra una punizione a giro che mette fuori causa la distratta difesa leccese, liberando Melo ancora una volta per lo stacco di testa. Solo che questa volta il brasiliano schiaccia al lato: la palla aggira il palo destro e si spegne fuori, con Benussi fuori causa. Ma non finisce qui: il Lecce avrebbe persino l’occasione di farne tre, quando al 42’ Giuliatto, da sinistra, calcia verso il centro dell’area un pallone, da punizione, sul quale si avventa Castillo di testa, in anticipo su Gamberini. Fuori di poco.

La Fiorentina chiude in sofferenza, e Prandelli corre ai ripari: nella ripresa il volto di Jovetic sostituisce quello di Donadel, mentre il Lecce si ripresenta con gli stessi uomini, ma con il baricentro decisamente più basso. Di fatto, un ritorno al 4-4-2, con Giacomazzi che arretra di posizione rispetto a Castillo ed al Tir. I salentini, di fatto, iniziano una progressiva chiusura a riccio, e Caserta, Munari e Vives scendono spesso a dare una mano alla retroguardia, inaugurando una seconda frazione di grande sacrificio. Di fatto, i viola attaccano a testa bassa, ma senza trovare per almeno un quarto d’ora di gioco un buco in cui infilarsi. E dopo appena cinque minuti perdono Mutu: su una frenetica azione in area l’attaccante viene anticipato con i pungi da Benussi, che poi gli frana addosso. Il rumeno cade male per terra e riporta una lussazione al gomito sinistro. Costretto ad uscire in barella, al suo posto entra Osvaldo. La pressione è continua, ma non vi sono note particolari, a parte un tiro al volo di Jovetic (troppo solo) che si spegne al lato (è il 10’). Ed arriva l’ora dei cambi anche nel Lecce: Giacomazzi (ammonito poco prima) viene tirato fuori dai giochi: al suo posto Ardito, che si piazza al centro della zona mediana; poco dopo uscirà anche Tiribocchi per fare spazio a Cacia, che al 27’ avrebbe la palla buona per il castigo dell’ex. Castillo lo serve in piena area, l’attaccante calabrese si libera di Gamberini e lascia partire un destro con palla che sorvola l’incrocio.

Al 29’ Kumzmanovic lascia il posto a Semioli che, al 33’, sfiora il gol nella prima occasione vera della Fiorentina nella ripresa. Gilardino non arriva su uno spiovente e cade per terra di fronte a Benussi che esce di piede, ma non tocca la sfera. Questa finisce sui piedi di Semioli che però, di piatto, tira sull’esterno della rete. La Fiorentina, sempre più viola… di rabbia nei secondi che scorrono inesorabili, non riesce neanche ad avere dalla sua la sorte: minuto 37, Vargas lascia scoccare un proiettile velenoso verso la porta di Benussi, Gilardino, in tuffo, lo sfiora di testa e gli imprime una traiettoria bizzarra che però non inganna Benussi: ottimo il suo riflesso, il portiere esulta come se avesse segnato un gol. La vittoria è sempre più vicina. Diamoutene, nel finale, prende il posto di Esposito, ma l’ultima, vera occasione, è di Gamberini, che incorna su cross di Vargas: il portiere del Lecce blocca con sicurezza. Nei ben sei minuti di recupero concessi dall’arbitro Mazzoleni spazio solo alla frustrazione, quella di Osvaldo, che, tornato a dare una mano in difesa, prima atterra Caserta e “guadagna” un giallo, poi ha qualcosa da ridire al direttore di gara e viene spedito negli spogliatoi con un rosso.

Un po’ per la legge dei grandi numeri, alla fine, dopo dodici giornate di digiuno, ecco la vittoria più inattesa, conquistata con un primo tempo disputato a viso aperto in cui il nuovo modulo a tre punte (sperimentato nell’amichevole di Andria) sembra aver dato più ariosità e mobilità ad un attacco di solito imballato. La ripresa è stata caratterizzata da una partita di contenimento, in cui la concretezza ha preso il posto dell’estetica. I gol del Lecce, viziati da sospetti, e la luna storta dei padroni di casa, non tolgono comunque i meriti di una squadra di cui è troppo presto dire che sia ad un passo dalla rinascita, ma che di certo è risultata più combattiva rispetto alle ultime uscite, prima della sosta. La salvezza è comunque ancora lontana e la stagione ricca d’incognite. Senza considerare che si attendono novità dal mercato di riparazione. Ad ogni modo, aprire il 2009 con tre punti in casa di una “big”, dopo una prova gagliarda sotto il profilo agonistico, è il miglior viatico per il morale e per riconquistare fiducia nei propri mezzi.
Emilio Faivre

comune: Lecce - categoria: ATTUALITA'|Sport - letto: 2322 volte
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