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[20/10/2009]
CARCERE, NIENTE MENSA PER GLI AGENTI: AVANTI A PANINI
Le esternazioni del vicesegretario nazionale dell'Osapp, sigla sindacale: "La situazione incresciosa verificatasi nel penitenziario di Lecce è l’ultima di una serie di disfunzioni già segnalate"
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LECCE – Se nel carcere di Lecce le situazioni d’emergenza non si contano più, tanto che alcuni esponenti politici (ma solo alcuni) hanno iniziato a vedere di persona tutte le disfunzioni di Borgo San Nicola, che mettono in ginocchio chi vive il carcere giorno per giorno (e non si parla solo chi sconta pene, ma degli stessi agenti della polizia penitenziaria), adesso ci si mette anche la sospensione del servizio mensa per gli agenti. E così, Mimmo Mastrulli, il vicesegretario generale nazionale del’Osapp, una delle sigle sindacali di riferimento, scrive, fra gli altri, al capo del Dipartimento, Franco Ionta ed al ministro della Giustizia Angelino Alfano, raccontando le vicissitudini di uno degli istituti di pena negli ultimi tempi più al centro dell’attenzione.

“La situazione incresciosa verificatasi nel penitenziario di Lecce con l’immediata ed inaspettata chiusura della mensa obbligatoria di servizio, con la contestuale consegna del sacchetto viveri alla polizia penitenziaria, è l’ultima di una serie di disfunzioni anche in precedenza segnalate dall’Osapp che si registrerebbero ai danni del personale del corpo della polizia penitenziaria di servizio”, scrive Mastrulli. “Ancora più grave l’unilateralità della decisione di sospensione mensa di servizio sostituendola con l’alternativa del sacchetto viveri con panini a freddo senza peraltro confrontarsi con gli organismi sindacali locali e regionali ed in perfetta violazione da quanto stabilito nelle competenti commissioni, ex articolo 26 Dpr 395/1995”, aggiunge.

“L’inadeguatezza dei locali di soggiorno momentaneamente individuati nelle vicinanze dei locali mensa obbligherebbe la stessa amministrazione a dichiararsi se sulla questione sia stata o meno interessata preventivamente l’Asl territoriale per l’idoneità e la salubrità come previsto dalla norma”. Tutto ciò in un momento in cui in Puglia si conta “una popolazione di 4mila e 300 detenuti sparsi nelle dodici strutture penitenziarie, di cui solo a Lecce 1400 utenti contro i 680 posti letto”, il che, aggiunge, “aggrava le condizioni della qualità della vita dei baschi azzurri della polizia penitenziaria continuamente frustrati nelle attività anche di ristoro oltre che professionali. Un’alternativa di soggiorno momentaneo del personale di polizia in locali adiacenti a quelli in ristrutturazione – dice ancora - inclina ulteriormente i rapporti con il sindacato e con i dipendenti su come si utilizza lo strumento della gestione in Puglia da parte di alcune realtà penitenziarie”. Da qui, la richiesta di correttivi urgenti. E nell’attesa, di compensare il disagio con i buoni pasto ticket, come “previsto dal Ccnl Dp del 16 aprile 2009, numero 51, articolo 7”.

comune: Lecce - categoria: ATTUALITA'|Cronaca - letto: 614 volte
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