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[04/11/2009]
VIA BRENTA, COSTRUTTORE GUAGNANO RESTA AI DOMICILIARI
Resta ai domiciliari il proprietario della Socoge arrestato il 20 ottobre scorso per la presunta truffa nell’affare dei palazzi di giustizia. I giudici hanno rigettato l’istanza di scarcerazione
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LECCE - Resta ai domiciliari il costruttore Pietro Guagnano, il proprietario della Socoge arrestato il 20 ottobre scorso per la presunta truffa nell’affare di via Brenta. I giudici Stafano Marzo, Laura Liguori e Silvia Minerva hanno rigettato l’istanza di scarcerazione firmata dagli avvocati Gaetano De Mauro e Massimo Manfreda, che ieri avevano cercato di dimostrare l’infondatezza delle accuse contro il loro assistito.

Ma il collegio giudicante non è stato dello stesso avviso ed ha respinto la linea difensiva, ritenendo ancora sussistenti per Guagnano le esigenze cautelari. Non si conoscono nel dettaglio le motivazioni alla base del provvedimento, ma è probabile che il tribunale del riesame si sia allineato con l’impianto accusatorio edificato da Tramis, che ha portato all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dello stesso Guagnano, del funzionario della Selmabipiemme Vincenzo Gallo e di Giuseppe Naccarelli, l’ex dirigente del Comune di Lecce.

Naccarelli, l’unico dei tre a finire nel carcere di Borgo San Nicola e per ora l’unico per il quale le esigenze cautelari si sono attenuate: venerdì scorso il gip Ercole Aprile ha accolto l’istanza per i domiciliari avanzata dallo stesso pubblico ministero. La misura cautelare più grave, per colui che aveva messo la sua firma su quel tanto controverso contratto di leasing, finito in carcere per il pericolo di inquinamento probatorio, per fare in modo che non stesse più a contatto con i presunti registi dell’operazione, teoria confermata da Naccarelli nei suoi interrogatori.

Le esigenze cautelari sono invece rimaste immutate per il costruttore, che durante l’interrogatorio di garanzia aveva scelto di rimanere in silenzio. Per l’accusa, la presunta truffa sarebbe stata ordita proprio per favorire i Guagnano, proprietari della ditta che ha costruito i due palazzi. Bisognerà ora attendere il deposito delle motivazioni per capire quale sia stato il ragionamento seguito dai giudici. L’impianto accusatorio per ora regge, e si aspettano le nuove mosse della Procura.

comune: Lecce - categoria: ATTUALITA'|Cronaca - letto: 881 volte
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