Il gup Maurizio Saso ha rinviato a giudizio il primo cittadino Mangione. La vicenda riguarda l'infinita contesa con l'ingegner De Giorgi, destituito dalle sue mansioni e spedito ad altro incarico
LECCE - Il gup Maurizio Saso ha rinviato a giudizio il sindaco di Vernole, Mario Mangione, con l’accusa di abuso d’ufficio: questo è l'ultimo risvolto in ordine cronologico del braccio di ferro tra il primo cittadino e l’ingegner Giovanni De Giorgi, che dopo aver ricoperto per 27 anni il ruolo di responsabile dell'ufficio tecnico nel maggio 2008 è stato spostato al settore gestione del patrimonio, manutenzione e innovazione tecnologica. Secondo quanto sostenuto dall'accusa, Mangione avrebbe volutamente destituito De Giorgi per motivi personali, poiché l’ingegnere avrebbe rigettato diverse istanze di sanatoria presentate per abusi edilizi che riguardavano la sua abitazione.
Quattro le delibere che la Procura ha ritenuto lesive per De Giorgi, il quale sarebbe stato spostato presso un ufficio istituito appositamente per lui che però dopo circa due mesi dalla sua costituzione esauriva le sue funzioni, durante le quali l'uomo avrebbe ricoperto un ruolo del tutto marginale, partecipando alle riunioni che si tenevano solo una volta a asettimana.Si fa riferimento anche al fatto che sarebbe stata cambiata la serratura del vecchio ufficio dell'ingegnere prima che fossero trascorsi i tempi burocratici per il passaggio di consegne. Della questione si è interessato anche il Tribunale del lavoro, che ha però dato ragione all'ente comunale, rigettando il ricorso con cui De Giorgi aveva chiesto di essere reinquadrato nel suo vecchio incarico.
Il processo si aprirà il prosimo 8 febbraio davanti ai giudici della seconda sezione. Il sindaco è difeso dagli avvocati Andrea Mangione ed Andrea Sambati, De Giorgi si è costituito parte civile con l'avvocato Francesco Calabro.
MANGIONE REPLICA: “SONO SERENO, DIMOSTRERO’ LA MIA INNOCENZA”“E’ del tutto normale che a seguito di denuncia, ben 19 pagine, sporta nei miei confronti dal dipendente comunale s’instauri il relativo processo. Naturalmente l’avvio del procedimento non significa condanna. Ed io sono molto fiducioso che anche in quest’occasione verrò ampiamente assolto come è stato per tutti gli altri numerosi precedenti giudizi nei quali sono stato trascinato per aver sempre affermato con determinazione e fermezza i principi in cui credo, i miei convincimenti ed i miei valori”. Così il primo cittadino di Vernole parla della vicenda che lo vede al centro. Sul caso è anche aperto da tempo un contenzioso davanti al tribunale del lavoro.
“In quest’occasione sono accusato di aver manlevato l’ingegner De Giorgi dalla responsabilità dell’Unità operativa edilizia, urbanistica ed assetto del territorio e di averla affidata ad altro tecnico, abusando, a fini personali, di un potere che non sarebbe concesso ai sindaci. Non mi sarà difficile dimostrare, nel corso del dibattimento, che la determinazione a me contestata fa solo seguito ad analogo decreto sottoscritto il 19 settembre 2007 dal precedente sindaco; come non mi sarà difficile dimostrare l’esigenza e l’opportunità di avvicendare nei ruoli strategici i funzionari pubblici per evitare il consolidarsi nel tempo di posizioni privilegiate e di potere”.
“Peraltro proprio recentemente il giudice del lavoro, con una chiarissima sentenza – aggiunge Mangione -, ha sancito la possibilità del sindaco di assegnare con ampia discrezionalità adeguate mansioni ai dipendenti comunali (
lecceprima.it/articolo.asp?articolo=17081). Potevo o posso, d’altronde, mantenere in un ruolo strategico per l’economia locale un dipendente che, almeno dall’aprile 2008, si riduce autonomamente, ogni giorno, l’orario di lavoro, si autodetermina l’orario di servizio e nel contempo ritiene di dover essere retribuito a tempo pieno e premiato economicamente?”, aggiunge ancora Mangione. “Circostanze tutte ben note alla comunità locale ed agli altri dipendenti comunali”.
“Il polverone sollevato ora dall’attuale minoranza che nel 2007, in procinto di cadere rovinosamente, aveva adottato analogo provvedimento nella speranza di salvare in extremis il salvabile, come pure il dover affrontare l’ultimo dei numerosi giudizi intentati dall’ingegner De Giorgi, orfano di un potere nella gestione dell’Ufficio tecnico comunale esercitato ininterrottamente in splendida solitudine per circa 27 anni, non fiaccano me, né il gruppo di maggioranza, determinati a portare avanti, senza escludere il riordino degli uffici – conclude -, il programma elettorale sul quale abbiamo chiesto ed ottenuto ampio consenso”.