condividi questo articolo
[09/02/2010]
NON HA UN LAVORO, IL PADRE LO RIMPROVERA: LUI LO UCCIDE
Era originario di Corsano, Biagio Nicolardi, il 54enne maresciallo della marina militare ucciso in provincia di Taranto dal figlio Michele, con un coltello ed una chiave inglese, per diversi dissidi
Michele Nicolardi.
caricamento in corso

ROCCAFORZATA – Era originario di Corsano, in provincia di Lecce, Biagio Nicolardi. L’uomo, 54enne, maresciallo della marina militare, ormai pensionato, abitava da circa un ventennio a Roccaforzata, in provincia di Taranto, e sarebbe stato assassinato ieri pomeriggio da uno dei suoi figli, Michele, 30enne, laureando in ingegneria. All’origine della tragedia, dissidi in famiglia, che duravano da tempo. E’ stato il fratello del presunto omicida, a dare l’allarme (in casa, in quel momento, c’era anche la madre).

Il giovane è stato dunque fermato dai carabinieri, che hanno trovato il 30enne ancora davanti alla scena del crimine. Il corpo dell’uomo, straziato, sul letto e accanto un coltello ed una chiave inglese, gli oggetti usati per infierire. Secondo le ricostruzioni, le prime parole grosse sarebbero volate quando la famiglia era radunata a tavola, per il pranzo. A quel punto, l’uomo avrebbe accusato un forte malore, con giramenti di testa, spostandosi verso la stanza da letto, per continuare però ad assalire il giovane a parole. Fino a ricevere due coltellate nel basso ventre, ma non letali. Il colpo di grazia, con una chiave inglese, calata con violenza sulla nuca, più volte.

In casa i militari hanno trovato anche una bottiglietta di antidepressivi, vuota, e non si esclude l’ipotesi che Michele Nicolardi abbia tentato di uccidere il genitore proprio con gli psicofarmaci, ma che il genitore abbia compreso, pochi istanti prima di essere brutalmente assassinato, le intenzioni del figlio. Il sostituto procuratore Ida Perrone ha disposto l’autopsia sul cadavere, che sarà svolta dal medico legale Marcello Chironi. Michele Nicolardi, che ha ammesso di essere il responsabile dell’efferato omicidio, ha spiegato al pm che i litigi andavano avanti da tempo, a causa dei rimproveri del genitore, che voleva si trovasse un impiego. Il giovane, che fino a questo momento aveva svolto lavori saltuari, era prossimo alla laurea. Ora, dovrà rispondere della pesante accusa di omicidio volontario.

comune: Corsano - categoria: ATTUALITA'|Cronaca - letto: 4348 volte
nessun commento per questo articolo | commenta