Delirio fino alle prime ore dell’alba per la decima edizione della Notte della Taranta. Anche quest’anno migliaia di persone hanno invaso la spianata dell’ex Convento degli Agostiniani
Giro di testa. Come la sensazione che proverete dopo aver visto questo squarcio live della Notte della Taranta numero dieci. E come quanto una mezzala incanta, Melpignano anche quest’anno ha fatto centro. Ed ha stordito. Giro di testa. Non c’è altro modo per rendere reale, oltre le parole, quel senso di perdita di equilibrio che è impossibile non provare, anche solo per due secondi, se poi uno alla fine viene qui. La carica dei 100mila non ha disatteso le previsioni sull’affluenza del pubblico, ma a farsi invece desiderare è stata, a tratti, la carica musicale della passata edizione: Ambrogio Sparagna, maestro concertatore nelle passate edizioni, è meno “intellettuale” di Mauro Pagani - che non si scrolla di dosso filati di violino alla Pfm e vecchie, se pur magistrali, esperienze con il grande De Andrè -, e per questo più istintivo e trascinante, senza ghirigori e scese ritmiche, la Taranta non sempre gradisce. Ma di vero c’è l’indiscutibile sforzo di Pagani nella scelta delle esecuzioni, alcune delle quali ti portano a levitare sopra la festa per guardare tutto l’alto ma in ossequiosa umiltà. E’ il veleno del ragno che fa questo effetto. Resta il fatto che uno deve essere comunque disposto a farsi pizzicare. E allora la testa gira.
Poi, tutto quel che racconteremo e descriveremo a margine dei suoni e delle esecuzioni, non si discosterà molto da quel che è accaduto nelle passate edizioni. Sfilano intanto Massimo Ranieri, Giuliano Sangiorgi, Eva Quartet, Ginevra di Marco, Morganj, Piero Brega, Badarà Seck, e Uccio Alosi, il cantore salentino per eccellenza. Sono tutti lì, nel back stage, sorridenti e disponibili con tutti, compresi i giornalisti. E tra poco saliranno sul palco: la notte è lunga.