Tante proposte per abbellire i piloni: si potrebbero montare fioriere, galletti dei venti in cima per sapere se andare a mare sullo Ionio o sull'Adriatico. O al limite, un tocco di vernice invisibile
di Luisa Cotardo
Sono stata recentemente a Lecce, proprio al volo, per qualche giorno. È stato bello, come sempre. Ed è stato interessante vedere, finalmente, i fantomatici “Pali della discordia”.
Dopo aver letto su LeccePrima gli interventi originali e propositivi della redazione e quelli creativi di Paola Torsello, di Alessandro Colazzo e Valentina Sansò (ho sempre amato il passo successivo alla lamentela...) finalmente ho potuto guardare in faccia i protagonisti della cronaca più recente. Senza troppi giri di parole posso dire che i pali li ho trovati piuttosto terrificanti. Ma anche invasivi, aggressivi. Esagerati. Scuri. Inquietanti.
Ho provato la sensazione di chi torna a casa e trova tutti i mobili spostati.
Ho pensato, qualcuno ha piantato delle ciminiere sui marciapiedi di casa mia. Cimiere tra i balconi. Una volta fiorivano i fiori. Nessuno discute il bene che verrà dal cambiamento, ma se un po’ di turbamento è affiorato dagli animi degli abitanti di una città bella come Lecce qualche motivo ci sarà. Penso che prima di decidere di fare i baffi alla Gioconda è cosa utile, sacrosanta, fare prima degli schizzi su cartone da riciclo, per poi chiedere permesso e approvazione anche agli altri.
Mi sono chiesta subito: ma perché così grandi? Forse sono poco informata e sono ovunque così? Ci sono risposte? Trovo positivo comunque che ci sia un dibattito e che trovi menti creative del luogo così appassionate e coinvolte. Per cui il minimo è contribuire con i suggerimenti.
In tema di proposte lancio la mie. Perché non provare con la vernice invisibile? Problema risolto! Oppure con quella fluorescente, ho fatto una ricerca e ne esistono di color arancio, giallo, verde e blu; di notte si potrebbe risparmiare anche sulla luce. Oppure ci si potrebbe montare delle fioriere o delle bandiere giallorosse. O i galletti dei venti, utili d’estate per sapere dove soffia il vento prima di andare al mare. Oppure si potrebbero trasformare in alberi della cuccagna. O si potrebbero montare angeli volanti aggrappati alla cima. Darebbero un’aria più gloriosa alla città.
Ma non piace nemmeno a me questa facile ironia. Quello che vorrei sapere è se i pali grandi erano l’unica soluzione possibile. E, se eventualmente, si possono sostituire con altri più sottili e meno invasivi... tenendo sempre aperte, s’intende, le proposte colorate già lanciate da alcuni creativi leccesi.
Grazie dell’attenzione.