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[27/10/2007]
“ARRIVA IL PARCO MA NESSUNO CI HA MAI CONSULTATO”
Mario Turco è uno dei 72 ricorrenti che si sono opposti all’iter d’applicazione della legge regionale sull’istituzione del parco. Eppure la legge prevede un’ampia consultazione della cittadinanza
Una veduta di Santa Maria di Leuca
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Una veduta di Santa Maria di Leuca
Sta suscitando pareri e reazioni di ogni tipo l’articolo, che ha trattato della sentenza del Tar sul Parco Otranto-Santa Maria di Leuca (lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4328). Mario Turco, geometra di Tricase, con qualche esperienza politica, è uno dei 72 ricorrenti che si sono opposti all’iter d’applicazione della legge regionale numero 30. Chiarisce: “Non condivido il giudizio semplicistico sulla ordinanza pronunziata dal Tar di Lecce in merito ai ricorsi presentati dai molti cittadini di Tricase, perché sembra passare l’idea che di mezzo ci sia solo una mera questione d’interessi personali. Il Tar di Lecce – aggiunge - ha evidenziato fondati vizi di incostituzionalità della Legge Regionale che istituiva il Parco, e rinviando la legge alla Corte Costituzionale, ha affermato in sostanza che la Regione non ha rispettato l’iter burocratico, previsto dalla Legge Regionale 19/97 nella istituzione e perimetrazione del Parco, condividendo le lamentele dei tanti cittadini, che si sono visti costretti a ricorrere al Tar, brillantemente assistiti dall’Avv. Gianluigi Pellegrino”. “Di fatto c’è – prosegue - che la Regione stessa aveva stabilito e previsto, nell’iter d’istituzione del Parco, un momento per la pubblicità e trasparenza degli atti amministrativi, che avrebbero formato il corpo della legge, ma ha poi saltato proprio questo passaggio importante e costituzionalmente necessario”.

Ma viene comunque naturale chiedersi come mai in una vicenda che dovrebbe interessare un’ampia fetta della bassa provincia di Lecce, i ricorrenti siano tutti cittadini di Tricase e gli unici comuni costituitisi parte in causa contro i ricorrenti stessi siano stati solo Gagliano e, per l’appunto, Tricase; il geometra Turco, a questa provocazione, risponde: “Le lamentele son partite da Tricase, in quanto la città, nella sua massima espressione che è il Consiglio Comunale, e non il Sindaco privo di ogni delega, non ha di fatto partecipato alle conferenze dei servizi, previste dalla legge 19/97, nelle forme e modi previsti dalle leggi 142/90 e 241/90”. E aggiunge: “A cose fatte e senza avere la possibilità di difendersi dall’arroganza, usata dal Sindaco dell’epoca dei fatti (Coppola, n.d.a), la cittadinanza di Tricase, tranne pochi intimi facenti parte della maggioranza amministrativa, è venuta a conoscenza che una parte consistente del territorio di Tricase, e per la maggior parte edificabile, era stata inserita tra le aree destinate a Parco Otranto-Leuca. Accertammo che ciò era avvenuto senza il minimo coinvolgimento della cittadinanza e soprattutto, ribadisco, senza che mai il consiglio comunale di Tricase avesse deliberato in tal senso, tranne l’8 giugno 2004 quando, con deliberazione n. 52, si approvava all’unanimità un ordine del giorno che così concludeva: ‘Il Consiglio comunale, mentre disapprova l’iter seguito su questa vicenda tanto sentita dalla cittadinanza, chiede alla Regione Puglia di sospendere l’iter burocratico, che porta alla approvazione definitiva della Legge sul Parco, in attesa che il Consiglio si esprima con una larga maggioranza sulla perimetrazione’. Posso sostenere con certezza che tale deliberazione non è stata mai fatta pervenire alla Regione”.

Stando alle parole del geometra, per il comune di Tricase avrebbero partecipato alle previste preconferenze e conferenze dei servizi il sindaco o assessori o dirigenti del Comune, senza che nessuno di quei soggetti fosse stato mai legittimato ad esprimere la volontà dell’Amministrazione Comunale. Aggiunge Turco:“Nei fatti, l’ex sindaco, oltre a partecipare illegittimamente agli incontri regionali, ha persino modificato le aree da inserire nella perimetrazione del parco, abusando del proprio potere, per scopi personali, se è vero come è vero, che ha escluso le sue aree (fra l’altro già ricadenti in zone Sic), sostituendole con altre di ignari cittadini; il tutto, mentre la Regione Puglia, attraverso i funzionari responsabili, non si preoccupava di rispettare e far rispettare l’iter da lei stessa previsto”. Per questo, “è evidente che non eravamo noi nel torto ma chi, come l’ex sindaco Coppola, ha voluto forzare le procedure democratiche e di trasparenza, espropriando il consiglio comunale di Tricase del diritto di decidere sulla perimetrazione delle aree a parco”.

Ma cosa si attendono ora i ricorrenti? “Si spera che la Regione Puglia decida da subito di rifare l’iter della parte amministrativa della legge 30/2006, annullando le norme di salvaguardia e consentendo la partecipazione <>. Una cosa va chiarita: noi tutti non siamo contro l’istituzione del Parco; siamo solo convinti che questo vada inserito nella pianificazione di tutto il territorio, che tenga conto di più aspetti e che individui aree, che siano oggettivamente da destinare all’area Parco, e non come invece è accaduto con una perimetrazione fatta per partito preso. E ciò è dimostrato dal fatto che la vallonea secolare che andava protetta è solo stata sfiorata dal parco.”
Mauro Bortone

comune: Tricase - categoria: ATTUALITA'|Cronaca - letto: 1119 volte
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