Lecce, da maggio chiese del centro storico sempre aperte

Via al progetto per l’apertura prolungata (dalle 9 alle 21) del Duomo, di San Matteo, di Santa Chiara e della basilica di Santa Croce. Il costo del biglietto sarà di 10 euro ma solo per i turisti

LECCE - Certi gioielli meritano di essere ammirati il più a lungo possibile. Ma meritano anche cura, protezione e rispetto. Ed è questo lo spirito che ha animato “Leccecclesiae”, il progetto promosso dall’Arcidiocesi di Lecce e realizzato dalla Cooperativa sociale “ArtWork” per l’apertura prolungata, a partire da maggio, di quattro tra le Chiese più visitate e manifesto del patrimonio storico artistico della città.

Ad aprire le loro porte, tutti i giorni dalle 9 alle 21, saranno il Duomo, San Matteo, Santa Chiara, la basilica di Santa Croce, ma anche il museo diocesano e il chiostro dell’antico seminario. Gli orari saranno invariati fino a settembre e saranno gli stessi anche nel mese di dicembre, il giorno di Capodanno e a Pasqua. La chiusura anticipata alle 18 è prevista solo nei mesi invernali.

L’offerta finalizzata a migliorare il servizio ai turisti, con la distribuzione di materiale informativo, e a garantire pulizia e maggiori controlli sul decoro all’interno degli edifici religiosi attraverso l’impiego di personale qualificato (saranno assunte 25 unità) avrà un costo di dieci euro. A tanto ammonta il prezzo del biglietto che sarà valido per tre mesi, con l’opportunità quindi per i turisti di poter visitare le Chiese, anche in tempi diversi. L’accesso sarà gratuito agli appartenenti alla Diocesi, a tutti i bambini fino agli undici anni, e ai fedeli, a prescindere dalla loro provenienza, che intendano partecipare alla funzione religiosa (momento durante il quale saranno vietate le visite).

Il ticket non comprende il servizio della guida turistica e potrà essere acquistato nella biglietteria che sarà allestita in piazza Duomo oppure on-line. Già nei prossimi giorni, il presidente di “ArtWork” Paolo Babbo incontrerà gli operatori turistici per definire alcune questioni organizzative relative proprio alla gestione dei gruppi organizzati, delle scolaresche, delle prenotazioni.

L’iniziativa che rende Lecce sempre più “aperta” al mondo (sono numerose le realtà italiane e europee che hanno adottato questo progetto già da tempo) è stata presentata questa mattina nella sede dell’Episcopio dall'arcivescovo Michele Seccia e dal presidente Babbo.

L’arcivescovo ha spiegato che dopo aver osservato e analizzato il fenomeno del turismo culturale e religioso in città ed essersi consultato a lungo con i suoi collaboratori e con i sacerdoti del centro storico, il progetto può partire e consentirà di raggiungere almeno tre obiettivi: “Il primo, l'apertura autonoma autogestita e prolungata delle chiese e dell'antico seminario anche negli orari in cui solitamente sono chiusi; il secondo, razionalizzare e organizzare le visite nel rispetto della dignità dei luoghi e dei tempi dettati dalle liturgie: che meritano giusto decoro e i comportamenti adeguati. E’ bene, infatti, ricordare che le chiese quelle antiche e quelle moderne sono anzitutto case di preghiera e in esse il silenzio, insieme con un abbigliamento e un contegno consoni, sono regole imprescindibili e inderogabili; terzo, ma non ultimo per importanza, direi invece fondamentale: offrire nuove occasioni di lavoro a qualche giovane disoccupato, ma qualificato in ordine alle attività richieste, compresi l'ordine e la pulizia dei luoghi”.

L’arcivescovo è fiducioso che la stagione possa iniziare sotto i migliori auspici nelle forme più idonee, con un tentativo ulteriore: destagionalizzare l'offerta grazie a un'organizzazione più rispondente alle attese dell'utenza. Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente Babbo: “Siamo orgogliosi di essere riusciti a coniugare l'esigenza dei fedeli - la cui tranquillità deve essere assicurata durante le funzioni - con quelle dei turisti che potranno fruire tutto il giorno dei monumenti più belli della nostra città divenuta negli anni a forte valenza turistica. Il progetto genererà numerosi posti di lavoro e garantirà le risorse per finanziare le opere di manutenzione e di restauro salvaguardando e perpetuando il nostro patrimonio culturale”.

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