A Torre Chianca scoperto un nido di Caretta caretta: la schiusa ad agosto

La curiosità di un cittadino per una impronta insolita sulla spiaggia, poi la conferma degli esperti. Area interdetta con ordinanza del Comune

Una delle uova scoperte a Torre Chianca.

TORRE CHIANCA (LECCE) – è stata già interdetta con un’ordinanza dirigenziale l’area sulla spiaggia di Torre Chianca dove è stato scoperto un nido di Caretta caretta.

Per la marina leccese si tratta di un evento eccezionale: ad accorgersi casualmente di qualcosa di insolito è stato uno dei componenti dell’Associazione Marina di Torre Chianca, durante una passeggiata uguale a tante altre. L’uomo ha notato un’impronta che poteva sembrare di trascinamento e così ha avvisato il presidente del sodalizio, Daniele Biasco, che insieme ad altri amici ha provveduto a transennare l’area in attesa dell’intervento degli specialisti.

Con il biologo Giacomo Marzano del Centro recupero della tartarughe marine di Torre Guaceto si è scavato verso il piede della duna, nel punto in cui si perdevano le tracce, e a pochi centimetri di profondità sono state trovate alcune uova. Un motivo di grande gioia per chi si sta occupando del rilancio della marina, a partire proprio dall’associazione, dall’ente di gestione del Parco di Rauccio, dall’amministrazione comunale: “È una notizia importante, che conferma il valore ambientale inestimabile di tutta la nostra costa – ha dichiarato l'assessore alle Marine, Rita Miglietta – La presenza di questa importante specie deve rafforzare l'impegno per una fruizione della costa compatibile con la natura, anche perchè il  ritrovamento è avvenuto fuori dall'area del Parco di Rauccio. Come amministrazione stiamo lavorando per ripristinare il centro tartarughe lungo la scosta, trasferendolo dalla masseria di Rauccio.  Ringrazio Daniele Biasco per il suo impegno e invito tutta la cittadinanza a rispettare la delimitazione dell'area del nido”.

Torre Chianca Caretta4-2Il sito sarà presidiato con continuità dall’associazione, con la sorveglianza degli esperti di Torre Guaceto e del Museo di Storia Naturale di Calimera il rischio, infatti, è che mareggiate o qualche maldestra curiosità possano compromettere il delicato processo in corso è molto alto. La schiusa è prevista per il mese di agosto, ma il periodo di incubazione varia da 42 a 65 giorni. La Caretta caretta è la specie di tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo, soprattutto in Grecia, Turchia e Cipro ma sono attestate nidificazioni nell’Italia meridionale, in particolare Calabria ionica e Isole Pelagie.

 “Ogni anno come Associazione Marina di Torre Chianca ritroviamo sulle nostre spiagge e segnaliamo alle autorità competenti dalle 3 alle 5 carcasse di tartarughe marine della specie Caretta Caretta, soprattutto durante l’autunno e l’inverno – ha spiegato Daniele Biasco -. Stavolta la natura ha invece ripagato l’impegno costante nella tutela dell’ambiente e del mare con un’emozione straordinaria: il ritrovamento di un nido. Siamo stati sempre consapevoli che la nostra marina ha una notevole rilevanza sul piano naturalistico e paesaggistico, ma questa ne è un’innegabile prova. Mi auguro che tutti i residenti della marina e i visitatori dimostrino il massimo rispetto dell’area, come dell’ambiente in generale. Al tempo stesso, oggi più di ieri, chiediamo all’amministrazione di sensibilizzare la cittadinanza e garantire la massima tutela nei confronti della natura”.

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