Alcar, operai sul piede di guerra: "Senza stipendio, pronti a un nuovo sciopero"

Manifestazione davanti alla sede nella zona industriale: la mensilità di ottobre rischia di slittare ancora. "Così, senza soldi, non riusciamo a mantenere le famiglie"

In foto: la manifestazione davanti ai cancelli di Alcar

LECCE  – “Così, senza soldi, non possiamo continuare: dobbiamo far fronte alle spese, mandare a scuola i figli e mantenere le nostre famiglie. Di sacrifici ne abbiamo già fatti tanti, negli anni, quando eravamo in contratto di solidarietà e abbiamo rinunciato a parte del nostro stipendio, aiutandoci con i turni e rimboccandoci le maniche per far quadrare i conti dell'azienda. Ora abbiamo paura per il nostro futuro lavorativo”.

È questo l'amaro sfogo di due operai metalmeccanici di Alcar Industrie srl che hanno scioperato, questa mattina, davanti ai cancelli della società, nella zona industriale di Lecce.

Si sono fermati dalle 12 in poi per aderire alla mobilitazione lanciata dai sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl allo scopo di rivendicare il pagamento dell'ultima mensilità, e non solo.

A destare preoccupazione, infatti, sono anche le ultime vicende che hanno interessato l'azienda: la famiglia Montinari, lo ricordiamo, ha ceduto l’80 percento delle quote a Metec, poco prima che i conti dell’acquirente fossero sequestrati per fatti connessi alla mancata riconversione di Termini Imerese. Un sequestro che ha complicato la definizione dell’acquisizione del ramo aziendale leccese, mentre è rimasto fuori dall’affare il ramo di Vaie.

I segretari Annarita Morea e Maurizio Longo, insieme allefiom 2 alcar-2 rappresentanze sindacali dello stabilimento, hanno incontrato i vertici della società specializzata in meccanica industriale: l’amministratore delegato Giovanni Rizzi e la responsabile risorse umane Marcella Rolli.

Sul versante dei pagamenti, i sindacalisti hanno appreso che l’istituto bancario di riferimento ha revocato gli affidamenti, considerando Alcar come fosse un nuovo cliente.

La banca, in buona sostanza, chiede rassicurazioni da presentare ai creditori: intanto l’aumento di capitale da parte del gruppo controllante (Metec), subito dopo un piano industriale. La delibera di aumento del capitale dovrebbe giungere domani, 22 novembre, così come il nuovo piano industriale. La prossima riunione del comitato dei creditori è stata fissata invece per il 2 dicembre.

Ciò significa che se il piano industriale sarà approvato, entro il 4 dicembre saranno erogati i fidi in favore di Alcar.

La notizia temuta dai lavoratori è arrivata: prima del 5 dicembre, molto probabilmente, non saranno erogate le somme per la mensilità di ottobre. La corresponsione della mensilità di novembre, secondo il programma concordato, dovrebbe arrivare il 13 dicembre, mentre il 20 dicembre arriverebbe una parte della 13esima.

Fim e Fiom credono, però, che sia necessario accorciare i tempi per dare ossigeno agli operai. Per questo hanno chiesto di anticipare i tempi di convocazione del comitato dei creditori.

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La protesta non si fermerà qui. I dipendenti, 291 in tutto, hanno infatti deciso di organizzare una nuova manifestazione in prefettura, lunedì 25 novembre. I sindacalisti intendono infatti incontrare il prefetto, Maria Teresa Cucinotta, per verificare la possibilità di stringere i tempi.

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