Allontanata dal Cara di Castelnuovo, partorisce a Galatina. Il viaggio di Faith

Venerdì al Santa Caterina Novella è venuta alla luce la piccola Aliya. La giovane madre nigeriana accolta dall’Arci dopo l’allontanamento dal centro capitolino e il viaggio in treno al nono mese di gravidanza

Faith e la piccola Aliya.

GALATINA – La storia ha avuto un lieto fine con la nascita della piccola Aliya, venuta alla luce venerdì scorso presso il reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Galatina. La piccola è sana e sta benone. Ma la complessità e il paradosso della vicenda si lasciano ancora dietro una scia di interrogativi sulla corretta applicazione delle nuove norme del Decreto Sicurezza. Anche l’equipe medica e sanitaria del reparto del “Santa Caterina Novella” di Galatina, diretta dal dottor Gerardo D’Ambrosio, ha manifestato tutta la sua incredulità ai responsabili di Arci Lecce (che hanno accompagnato Faith, la giovane mamma della piccola neonata, una nigeriana di 20anni) per le condizioni in cui versava la ragazza. Faith è stata fatta salire su un treno e messa in viaggio nonostante il suo stato. Faith, con una gravidanza ormai già oltre termine, è stata fatta salire su un treno da sola, senza nessuna documentazione sanitaria, e spedita verso il Salento in una condizione di potenziale emergenza proprio in considerazione del suo stato interessante.                

La ventenne extracomunitaria infatti faceva parte dei circa 500 migranti allontanati nei giorni scorsi dal Cara di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, in odor di chiusura e in applicazione delle norme del decreto sicurezza del ministero dell’Interno. Per lei le autorità hanno disposto la partenza dalla capitale in treno con destinazione la stazione di Lecce. Faith ha così intrapreso il suo viaggio insieme ad altri migranti fatti allontanare del centro laziale, ma con sé non aveva alcuna documentazione sanitaria e relativa alla sua gravidanza. Una volta giunta nel Salento è stata presa in carico e accolta dai volontari e responsabili dell’Arci di Lecce, che compresa subito la delicata situazione hanno provveduto ad accompagnare la giovane nigeriana presso l’ospedale di Galatina per un controllo e un consulto medico. Essendo sprovvista di documentazione sanitaria, non avrebbe potuto accedere alle cure sanitarie. Ovvero i medici avrebbero potuto anche non accettarla in ospedale, ma così non è stato. La professionalità e il buon senso hanno prevalso, senza alcun tentennamento burocratico di sorta. Da lì si è subito capito che la gravidanza era ormai giunta al capolinea, nel vero senso della parola, e dopo poche ore dal ricovero è venuta alla luce la piccola Aliya.                      

“La giovane Faith ha 20 anni” scrivono in un post da Arci Lecce, “ci è stata mandata in fretta e furia dal Cara di Castelnuovo di Porto. Scesa dal treno, subito in ospedale, per partorire. Non aveva documentazione sanitaria, nulla. I bravissimi medici di Galatina sono rimasti sbigottiti dal fatto che sia stata messa su un treno in quelle condizioni. È nata Aliya, una meraviglia e questo a noi basta, ma qualcuno dovrà fare i conti con la propria coscienza”. Per Faith ora ci saranno nuove difficoltà da affrontare, ma il circolo Arci di Lecce si è già mosso per cercare di garantire alla donna un futuro attraverso la formazione e il lavoro. E le prime forme di sostegno concreto nella crescita della piccola Aliya.

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