Aquarius, quattro giorni per arrivare a Valencia. Presidio anche a Lecce

In molte città italiane l'iniziativa "Apriamo i porti" dopo la decisione del governo Lega-M5S di non accogliere la nave di una ong con 629 migranti

La bandiera dell'Unione Europea sventola su via XXV luglio.

LECCE – Ci vorranno circa quattro giorni di navigazione perché la nave Aquarius e due unità della Marina Militare Italiana possano portare 629 migranti a Valencia, finalmente individuato come porto sicuro al termine di una querelle risolta grazie alla decisione del nuovo governo socialista spagnolo.

La linea adottata dall’esecutivo italiano di negare accoglienza alle navi delle ong – la Aquarius fa capo a Sos Mediterranée – ha diviso l’opinione pubblica e provocato critiche e censure da parte delle istituzioni internazionali. In risposta alla strategia stabilita dal ministro dell’Interno, Metteo Salvini, in molte città sono state convocate manifestazioni di protesta.

A Lecce l’iniziativa "Aprite i porti" è partita da Arci e ha visto l’adesione di  Anpi Lecce, Diem25, Sinistra Italiana, Più Europa, Antigone Puglia, Comune di Patù, Comune di Trepuzzi, Lecce Città Pubblica, Una buona storia per Lecce, Idea per Lecce, Studenti Indipendenti Udu, Link Lecce, Potere al popolo, Lecce Bene Comune. Tutto è stato organizzato in poche ore: il ritrovo è stato fissato alle otto davanti alla prefettura e il presidio, che ha una valenza simbolica,  dovrebbe riprendere nel pomeriggio.

Per l’amministrazione comunale leccese era presente l’assessora ai Diritti Civili e Pari Opportunità, Silvia Miglietta: “Apriamo i porti è lo slogan con cui molte città in questi giorni si sono dichiarate disponibili ad accogliere bambini donne e uomini che si trovavano a bordo della nave Aquarius. Molti di più gli slogan contrari agli immigrati e alla loro accoglienza, frasi cariche di odio, violenza, persino contro il presidente nazionale di Caritas italiana: ‘è finita la pacchia’, ‘il business dell’immigrazione’, ‘prima gli italiani’ sono espressioni xenofobe, pronunciate in primis dal ministro degli Interni, che legittimano gli sfoghi degli istinti più beceri, compreso augurarsi la morte di queste persone.  Lo stesso Salvini si accorgerà presto che non è con la propaganda sulla pelle di pochi migranti che raggiungerà alcun risultato concreto, a parte qualche effimero gradimento sui social. Abbiano bisogno invece di umanità e serietà, per non arretrare come Paese sul  rispetto dei diritti umani e per migliorare le politiche accoglienza e gestione dei flussi di migranti che raggiungono l'Europa".

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Paolo Greco, primo cittadino di Caprarica di Lecce, ha portato personalmente la solidarietà sua e della sua comunità. Per il Comune di Trepuzzi ha partecipato l’assessore alle Politiche Sociali, Lucia Caretto. Il sindaco Giuseppe Taurino ha così commentato: "Barattate in mare 629 vite per una manciata di voti. La Lega potrà pure conquistare qualche Comune in più soffiando ancora una volta sul fuoco della  paura e della xenofobia, mentre il M5S tace, incapace di contrastare la voce imperiosa del presunto nuovo duce. La consapevolezza di un governo inadeguato che produce slogan e contratti privi di qualunque fondamento giuridico, umanitario e economico è sotto gli occhi di tutti. Ciascuno tragga le proprie conclusioni".

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