Arcigay Salento si esprime sui fatti dello scorso agosto avvenuti a Santa Cesarea Terme

Considerazioni ed azioni da intraprendere circa l’ennesima notizia di aggressione a sfondo omofobico avvenuta nel territorio salentino

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Lo scorso 10 agosto 2019 è avvenuta una aggressione, nel Comune di Santa Cesarea Terme (Le) della quale siamo venuti a conoscenza dalla stampa locale solo oggi, giorno in cui il P.M. Luigi Mastroniani della procura di Lecce ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a cinque giovani turisti italiani (di cui uno di origini Salentine), che avrebbero ripetutamente picchiato e ridotto in fin di vita un uomo di 43 anni, di cui ignoriamo l’identità, in ragione del suo orientamento sessuale.

In primo luogo, esprimiamo profonda solidarietà e umana vicinanza alla vittima, alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutta la comunità LGBTI+ che si è sentita ferita da questo gesto infame e ci chiediamo come sia ancora possibile pensare di poter discriminare o addirittura usare violenza fisica in ragione di una condizione personale dell’individuo o più in generale considerare le differenze tra gli esseri umani una ragione di conflitto invece che di arricchimento.

Da questa considerazione nasce la necessità di ribadire in maniera ferma l’improcrastinabilità dell’approvazione di leggi a contrasto dei fenomeni violenti di Omo-lesbo-bi-transfobia da parte del Parlamento Italiano e delle Istituzioni Locali. È altresì necessario sottolineare quanto l’immobilismo del Consiglio Regionale Pugliese, che non riesce ad approvare il DDL 253 del 14/11/2017 “norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”, arrechi un danno morale e sostanziale a tutte le vittime di violenza e a tutta la comunità LGBTI+.

Condanniamo questo gesto cruento e infame che lascia un segno indelebile non soltanto nel soggetto coinvolto in prima persona, ma in tutte e tutti noi, e che oltre al danno fisico e visibile arrecato, ci consegna una brutta pagina della storia dell’uomo e del suo agire. Tale episodio tende a vanificare, limitandola di fatto, l’azione di formazione, tutela e promozione svolta dalla nostra associazione a vantaggio di questo territorio, delle minoranze che lo abitano e della collettività secondo le proprie funzioni statutarie. Auspichiamo che la Giustizia faccia correttamente e celermente il suo corso e che gli autori paghino in maniera esemplare per quello che hanno fatto si da rendersi conto di ciò che è realmente giusto e sbagliato riflettendo sul valore della vita e della libertà.

Valuteremo insieme ai nostri legali, all’ufficio legale nazionale di Arcigay e all’avvocato difensore della parte lesa se sarà possibile costituirsi parte civile nel processo penale a carico degli imputati, così da far sentire la nostra vicinanza e il nostro sostegno alla vittima e alla causa anche in sede processuale. Il Salento, meta turistica ormai irrinunciabile della comunità LGBTI+ da tanti anni, rimane terra aperta e accogliente, culla di popoli e culture, terreno fertile di innovazione e progresso

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