L'arte della cartapesta a Lecce. Storia e tradizione

Nel centro storico leccese, le chiese barocche sono ornate da bellissime statue di santi, opere uniche e grandi capolavori in cartapesta

Molto spesso si fa una giusta e sacrosanta differenza tra artigianato ed arte. Nel caso della cartapesta leccese, parliamo di arte.

Sul piano storico, tra il XVII ed il XVIII secolo, la “Lecce Sacra”, la “Lecce città-chiesa”, generò, naturalmente una palestra di maestri che dovevano ornare le chiese barocche. Al loro interno, la maggior parte delle statue dei santi, compresi i patroni della città (Sant’Oronzo, Giusto e Fortunato), sono in cartapesta. Gli artigiani-artisti usavano come materiale per la lavorazione della carta altre materie come il gesso, materiali poveri, stracci e paglia.

Il tutto fece sì che anche a Lecce si potesse formare una vera e propria tradizione della cartapesta, con opere uniche e grandi capolavori apprezzati a livello globale. Gli sforzi per poter mantenere viva la creatività di questa disciplina si sono tramandati nei secoli, fondamentalmente, nel rapporto fra maestro e discepolo, una tradizione a tutti gli effetti. Questo “tramandare” ha rischiato di bloccarsi con i manufatti in plastica ed altri materiali più utilizzati nel design. Proprio in base a questo, ultimamente, la cartapesta sta vivendo una sua “rinascita”, specialmente se si pensa alle creazioni degli architetti moderni.

Fra gli innovatori di questa disciplina c’è il maestro Angelo Capoccia. Di lui don Franco Lupo dichiarava, qualche anno fa, durante una mostra dedicata all’artista: “La sua bottega è stata un tempio della cartapesta leccese, Capoccia è un artista di una leccesità” che esce dalle secche di un freddo campanilismo per attraversare luoghi e continenti. Con l’Idea Forza che la cartapesta leccese è - e resta - un capitolo di storia che non muore. La Lecce di ieri, di oggi e di domani”.

I cartapestai che abbiamo ascoltato registrano oggi enormi difficoltà rispetto quest’arte.

Maria Arcona Ratta titolare della Casa dell'artigianato leccese, nel cuore del centro storico, ci dice: “L’arte della cartapesta sta morendo perché con l’avvento di Matera capitale europea 2019 non è stata valorizzata sia dal punto di vista istituzionale sia turistico. Nel periodo natalizio ho visto calare le visite dei gruppi organizzati e i flussi dei visitatori. La cartapesta come attività resiste con grandissime difficoltà. A Lecce ritengo debba migliorare il sistema di transito nel centro storico dove, inoltre, alcuni mercatini etnici penalizzano ulteriormente il settore dell’artigianato. Auspico politiche a favore del patrimonio della cartapesta".

Abbiamo raccolto anche il pensiero di un’altra importante operatrice del settore, Giulia Capoccia, la quale ci dice: “A Lecce, la cartapesta non ha più quel sapore di opera d’arte tramandata dai grandi maestri come Maccagnani de Lucrezi e Guacci. Oggi purtroppo ha raggiunto un livello troppo commerciale dai contenuti quasi di gadget turistico facendo perdere quella levatura che gli intenditori d’arte e i collezionisti hanno sempre avuto. Ricordiamo che le opere dei maestri leccesi sono presenti in tutto il mondo e sono custodite oltre che nelle chiese anche nelle dimore di persone molto facoltose e della monarchia dell’epoca. Speriamo si faccia un’opera di sensibilizzazione e di formazione affinché i turisti e appassionati d’arte non acquistino un qualcosa che con l’arte della cartapesta leccese ha ben poco a che fare. Sbaglia anche chi pensa che la cartapesta sia un’arte unicamente legata al classico. Oggi, infatti, lampade, accessori, elementi di arredo e di allestimento sono in cartapesta.  Per finire, all’interno del Castello Carlo V, esiste un Museo della Cartapesta che andrebbe valorizzato visto l’afflusso di turisti e curiosi che vogliono riscoprire un’estetica non desueta e mai tramontata”.

Non ci resta quindi che passeggiare nel nostro fantastico centro storico, a Lecce, entrare nelle nostre chiese barocche per rivalutare e riscoprire quest’arte così bella e antica della cartapesta leccese.

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