I balneari plaudono al Tar e al governo, ma due punti sono da chiarire

Il tribunale amministrativo ha dato immediata applicazione al provvedimento per il mantenimento delle strutture. Ma Federbalneari avvisa gli associati

Una spiaggia a San Foca.

LECCE – Federbalneari Salento plaude al Tar per l’immediata applicazione del provvedimento del governo per il mantenimento delle strutture balneari, ma invita tutti gli interessati a verificare l’eventuale obbligo di presentazione di apposita richiesta agli enti comunali che sono i gestori del demanio marittimo.

“Da sempre, per noi e per tutti i cittadini, faro di riferimento di fronte all’incertezza normativa – continua Della Valle, presidente di Federbalneari Salento –, il Tar ha in più occasioni, anche precedentemente al nuovo provvedimento governativo, espresso parere favorevole al mantenimento annuale di quelle strutture architettonicamente e paesaggisticamente poco impattanti e all’avanguardia. E di questo lo ringraziamo: perché ha tracciato con la sua giurisprudenza una strada maestra che è servita a noi imprenditori non solo come tutela ma anche e soprattutto come stimolo per migliorare i nostri servizi e il rapporto con il bene demaniale”.

Della Valle ha colto anche l’occasione per ringraziare il senatore salentino della Lega, Roberto Marti, che si è fatto portavoce delle istanze della categoria: “Si tratta delle prime pronunce in Italia che rendono operativa la nuova legislazione”. Secondo i due consulenti legali di Fedebalneari, Francesco Romano e Leonardo Maruotti – che erano tra i cinque avvocati che hanno difeso i sette stabilimenti balneari – “l’importanza della pronuncia risiede nel fatto che il Tar Lecce conferma l’immediata applicazione delle norme in questione, senza subordinarne l’efficacia ad alcun atto ricognitivo delle amministrazioni né sollevando dubbi sulla sua applicazione. Tuttavia sembrerebbe che sia necessario, al fine di poter mantenere le strutture per l’intero anno, che i soggetti interessati presentino una espressa richiesta di mantenimento annuale delle strutture”.

Per il presidente di Federbalneari Salento esiste un altro nodo da sciogliere ed è quello legato alla direttiva Bolkestein. “Sembrerebbe infatti che la proroga al 2035 passi da una apposita richiesta legata al titolo edilizio da presentare agli uffici comunali. L’invito è sempre lo stesso: quello di confrontarsi sistematicamente con tecnici e legali”.

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