Le bandiere blu restano isolate: nel Salento i comuni virtuosi sono ancora quattro

Otranto, Castro, Salve, Melendugno ottengono l'ambito riconoscimento per la qualità delle acque e dei servizi. Ma la candidatura resta volontaria e il Mezzogiorno e le Isole, paradossalmente, pagano dazio

Località Zinzulusa, Castro.

LECCE - Ancora una volta a issare la bandiera blu saranno le "solite" quattro regine del Salento: Castro, Otranto, Melendugno, Salve hanno infatti ottenuto l’ennesima certificazione della Foundation for Environmental Education, una organizzazione non governativa molto accreditata a livello internazionale, tanto da interagire con due agenzia dell’Onu, quelle per l’ambiente e il turismo.

Il riconoscimento costituisce di fatto una delle “recensioni” più considerate dai turisti ed è vanto delle amministrazioni che lo ottengono. Per Otranto si tratta dell’undicesima consecutiva, per gli altri Comuni della decima. Nello specifico, a conquistare la bandiera sono i siti della Zinzulusa e de La Sorgente (Castro), Porto Badisco, Madonna dell’Alto e Idro, Alimini, Baia dei Turchi, Santo Stefano (Otranto), Torre Sant’Andrea, Torre dell’Orso, Roca, San Foca Nord, Centro, Torre Specchia (Melendugno), Torre Pali, Marina di Pescoluse, Posto Vecchio (Salve).

Nel complesso il risultato, foriero di soddisfazioni per i territorio premiati, va inquadrato nella dimensione provinciale considerando che sono ben 27 i comuni rivieraschi e tra questi c'è il capoluogo con i suoi  22 chilometri di litorale. I criteri per l’attribuzione della bandiera blu attengono alla qualità delle acque di balneazione, ma anche alle caratteristiche tecniche e di gestione degli impianti di depurazione, alla raccolta dei rifiuti, alle iniziative sulle sostenibilità ambientale, alle infrastrutture ricettive presenti sul territorio comunale e ad eventuali certificazioni. Insomma ottenere la bandiera comporta uno sforzo che non tutti possono o vogliono sostenere, consapevoli dell'inadeguatezza rispetto a determinati standard: ad esempio, i comuni che registrano una raccolta differenziata inferiore al 30 per cento non possono nemmeno ambire al riconoscimento. 

Particolarmente soddisfatto il sindaco di Castro, Luigi Fersini: “Non avevamo alcun dubbio, in realtà, considerato il valore, paesaggistico e non solo, di questa città e del suo patrimonio inestimabile, ma le conferme sono sempre importanti. Si avvia quindi una stagione estiva molto incoraggiante, con Castro che ha tutti i numeri e le carte in regola per essere tra le prime mete turistiche di Puglia e d’Italia. Castro è pronta per accogliere tutti i turisti e gli appassionati con una proposta a 360 gradi, che unisce la certificata bellezza naturalistica, la qualità dei servizi, l’offerta culturale e di eventi”. Una classifica a parte è quella degli approdi: la provincia di Lecce si conferma con Santa Maria di Leuca e San Foca.

Mezzogiorno e Isole in difficoltà

Passando in rassegna l’intera penisola, balza agli occhi come nelle regioni del Centro Nord le bandiere blu sventolino quasi senza soluzione di continuità: da Grado, al confine con la Slovenia fino a Silvi, in provincia di Pescara per quanto riguarda l’Adriatico; da Bordighera a Grosseto per il Mar Tirreno. Nel Mezzogiorno sono molte di meno e concentrate in alcune zone: colpisce il fatto che in Sicilia siano undici, di cui quattro attribuite a siti dell’isola di Lipari. La Puglia, rispetto allo scorso anno, registra l'ingresso nell'elenco delle spiagge virtuose di Zapponeta, Peschici e Rodi Garganico.

Il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha voluto pubblicamento congratularsi con le amministrazioni virtuose, in particolare con quelle che hanno ottenuto per la prima volta la certificazione della Fee: "Voglio complimentarmi  con i sindaci di Rodi Garganico, di Peschici e di Zapponeta per aver fatto raggiungere alle rispettive comunità e all’intera regione questo importante riconoscimento che, come sapete, premia non soltanto la qualità del nostro mare, ma anche la qualità dell’ambiente e dei servizi collegati al turismo balneare. C’è ancora molta strada da fare. Il mare di Puglia è tutto bello. Occorre però che tutte le amministrazioni locali, insieme ai singoli cittadini, lavorino quotidianamente, ognuno per quello che gli compete, affinché si riesca a fare della bellezza dei nostri luoghi la chiave per riaprire il futuro”.

La discrepanza tra le varie zone del Paese si spiega intanto con l'intuizione che alcuni enti locali meglio organizzati e più lungimiranti hanno avuto prima di altri volendo sfruttare il ritorno di immagine, ma anche con il tipo di procedura prevista per ambire alla bandiera blu: su base volontaria, consiste in una serie di documentazioni e verifiche che le amministrazioni comunali devono produrre, come i risultati dei campionamenti delle acque per ogni spiaggia candidata.

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