Bando per la concessione dello stadio: il valore delle due opzioni previste

Atteso da settimane, prevede il diritto di superficie per 30 anni, con l'assunzione di tutti gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria

La Tribuna Est gremita per l'ultima giornata del campionato che ha riportato il Lecce in A.

LECCE – È  finalmente in arrivo il bando per la gestione dello stadio di Via del Mare e delle grandi aree parcheggio alle spalle delle due tribune. L’avviso pubblico è praticamente definito dalla fine della scorsa settimana, quando si è chiusa la fase commissariale, e negli ultimi giorni sono stati limati i dettagli.

Il provvedimento, finalizzato alla concessione del diritto di superficie per 30 anni, è stato impostato su due opzioni: la prima prevede un versamento di 5 milioni di euro; la seconda un canone annuale per un totale di 9 milioni circa nell’intero periodo, con lo scomputo però dei lavori che l’Us Lecce sta sostenendo in queste settimane per adeguarsi alle prescrizioni imposte dalla Lega di serie A e che riguardano prevalentemente l’impiantistica e il restyling delle sedute.

Le valutazioni sono state fatte sulla base degli esiti di una perizia tecnica disposta dall’amministrazione con delibera del commissario Sodano: trattandosi di un bene pubblico il suo valore non può essere stabilito arbitrariamente. Una volta pubblicato sull'albo, le realtà interessate potranno aderire: è chiaro che l'Us Lecce è la prima a essere chiamata in causa, ma resta da capire se la cifra sarà ritenuta congrua anche in considerazione degli investimenti da fare per la ristrutturazione.

Per quanto riguarda quest'altro capitolo, infatti, esiste già un’intesa di massima tra Us Lecce, Regione Puglia e Credito Sportivo per una formula finanziaria che prevede la compartecipazione economica dell'ente regionale per una parte minoritaria e l'accesso a un prestito agevolato da parte del club per un'operazione complessiva da almeno 11 milioni di euro.

Il soggetto che si aggiudicherà il bando dovrà inoltre assicurare, oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria la possibilità di utilizzare l’impianto alla squadra rappresentativa della città, oltre che a riservare alle destinazioni scelte Comune dieci giornate all’anno (come si è fatto con altri beni di proprietà di Palazzo Carafa).

La concessione del diritto di superficie è una formula molto in voga in ambito calcistico: tra enti pubblici con risorse economiche molto limitate - nessun Comune costruisce più uno stadio - e club che non possono permettersi impianti nuovi se non con l'intervento decisivo degli sponsor, questa soluzione consente un equilibrio più o meno sostenibile.

Di recente la Cremonese si è aggiudicata il diritto di superficie per 99 anni dello stadio in cui gioca, lo "Zini", a fronte dell'assunzione di tutti gli oneri e degli interventi straordinari urgenti per oltre 8 milioni di euro, tenendo presente quelli già sostenuti, per circa 4 milioni. L'impianto cremonese ha una capienza di 20mila e 600 posti. La sua inaugurazione risale al 1929.

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