Battaglia sui pontili nel porto. Il Consiglio di Stato “affonda” il Comune

Nuovo colpo di scena nel contenzioso tra l’amministrazione di Otranto e la Soprintendenza dopo la legittimazione da parte del Tar sul mantenimento dei pontili galleggianti per tutto l’anno. Torna lo spettro dello smontaggio

I pontili nel porto di Otranto.

OTRANTO – Nuovo colpo di scena nella battaglia giudiziaria sui pontili del porto di Otranto legittimati a rimanere ancorati nello specchio d’acqua antistante i bastioni, anche in inverno, dalla sentenza di merito del Tar del gennaio scorso e ora in odor di smontaggio dopo il pronunciamento sul ricorso d’appello del Consiglio di Stato. I giudici della sesta sezione di Palazzo Spada hanno riformato la sentenza di primo grado e quindi annullato l’accoglimento del ricorso del Comune di Otranto da parte del Tar. In più l’amministrazione comunale è stata condannata al pagamento delle spese di lite in favore del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e alla Soprintendenza archeologia.

Non è stato sufficiente l’impegno assunto dal Comune nel rimodulare un nuovo progetto per rendere compatibili le strutture per gli ormeggi con i vincoli paesaggistici e architettonici. Una soluzione che aveva convinto i giudici del tribunale amministrativo nel primo grado di giudizio, ma che ora è stata nuovamente sgretolata dal sentenza, pubblicata oggi, dal Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso d’appello presentato, tramite l’avvocatura dello Stato, dal ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.

Cosa scrivono i giudici di Palazzo Spada

“Considerato che il primo giudice ha ritenuto fondata la doglianza ritenendo che gli atti relativi alla proposizione da parte del Comune di Otranto di un nuovo progetto con caratteristiche tali da eliminare o quanto meno ridurre l’impatto visivo dei pontili, al fine di soddisfare gli interessi rappresentati dalla Soprintendenza, non possono ritenersi illegittimi o irricevibili in quanto nulli per asserita finalità elusiva del giudicato formatosi sulla precedente sentenza del Consiglio di stato, la quale costituisce anzi il presupposto logico che supporta la presentazione del nuovo progetto” scrivono i giudici , “considerato che tale affermazione appare del tutto censurabile in quanto si pone in esplicito contrasto con quanto affermato da questa Sezione nella citata sentenza del 6 marzo 2018, dove testualmente si legge che l’opera stabile che intende mantenere il Comune non ha più i requisiti di reversibilità e stagionalità, sicché il suo mantenimento in loco comporta l’alterazione permanente dell’integrità visiva e della cornice ambientale dei beni tutelati”.

“Considerato che non può essere condivisa l’interpretazione tentata dal Comune, che ha voluto leggere riduttivamente il precetto giurisprudenziale, mettendo in ombra la chiarissima disposizione che censura in sé lo stabile mantenimento in loco” si evidenzia nel corpo della sentenza, “e considerato che pertanto il progetto proposto non è un mero miglioramento dell’attuale, ma il portato dell’esplicita volontà del Comune di garantire il mantenimento dei pontili dell’approdo turistico anche nel periodo invernale e considerato che quindi il nuovo progetto, e il suo percorso procedurale, si pongono su un piano procedimentale completamente diverso da quello esaminato nella sentenza del 6 marzo 2018, il cui esito potrà eventualmente essere valutato una volta concluso il suo iter approvativo, attualmente fermo in sede di Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma che al momento non ha alcuna efficacia sulla situazione consolidata dal giudicato, il ricorso d’appello viene accolto”. Ed ora per il Comune di Otranto si riproporrà, nel prossimo inverno, il dilemma sullo smontaggio dei pontili in attesa anche del responso sul nuovo progetto per l’ormeggio.   

Come si sta muovendo il Comune di Otranto

L’amministrazione comunale infatti proprio al fine di evitare lo smontaggio stagionale dei pontili galleggianti, che richiederebbe difficoltà logistiche e anche un esborso economico elevato per le casse del Comue, aveva già proposto un nuovo progetto, conformandosi alle prescrizioni imposte dalla Soprintendenza, prevedendo l’abbassamento di un terzo del piano di calpestio dei pontili, collocandoli in tal modo al di sotto del profilo della base della cinta muraria. Progetto valutato positivamente anche da otto enti nella relativa conferenza dei servizi del 26 ottobre dello scorso anno e con il parere contrario della sola Soprintendenza, la quale rappresentava che l’impatto negativo sulla fruizione della visuale della base delle mura urbiche derivasse non solo dai pontili, ma anche dalla presenza delle imbarcazioni ormeggiate.

E così il nuovo progetto, proprio sull'opposizione e l’impugnazione presentata dalla Soprintendenza avverso il provvedimento del Comune, è ora all'attenzione del Consiglio dei Ministri che già in una riunione del 26 novembre scorso ha avuto modo di prendere atto della situazione. Nel contempo per l’amministrazione comunale del sindaco Pierpaolo Cariddi, è arrivata dapprima la legittimazione dell’iter intrapreso da parte del Tar e ora invece una nuova bocciatura decretata dal Consiglio di Stato.

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