Compostaggio, bocciata la Via per l'impianto. Comuni e Italia Nostra tirano sospiro di sollievo

Dopo il diniego dell’autorizzazione della Provincia per il progetto della Salento Riciclo in località “Le Bruciate” il plauso degli ambientalisti. Decisivi atti e pareri negativi di Galatina e Galatone. Per la società “nessun pericolo”

La sede di Salento Riciclo

GALATINA– La nuova bocciatura decretata dalla conferenza dei servizi, aggiornata dalla Provincia di Lecce, per l’impianto di compostaggio della Salento Riciclo (che sarebbe dovuto sorgere in località Le Bruciate a ridosso della provinciale tra Galatina e Galatone), fa tirare un sospiro di sollievo alle amministrazioni locali e ad Italia Nostra. L’ente provinciale, preso atto delle osservazioni e delle posizioni ostruzionistiche dei Comuni di Galatina, Galatone, Seclì e Aradeo e dell’associazione ambientalista, non ha potuto fare altro che respingere la richiesta sulla Valutazione di impatto ambientale e l’autorizzazione unica per la realizzazione dell’impianto per il compostaggio dei rifiuti. E la relativa determina di diniego a firma del dirigente del Settore Ambiente, è stata già pubblicata anche sul bollettino ufficiale della Regione del 14 febbraio scorso. Il tutto nonostante le controdeduzioni fornite dalla società proponente che dopo i primi dinieghi aveva avuto nel 2017 l’avallo della conferenza dei servizi indetta dalla Provincia e l’impianto era stato regolarmente autorizzato anche con il parere positivo di Asl e Arpa e nonostante il parere negativo, ma non vincolante, espresso dalle amministrazioni comunali. Ma i Comuni di Galatina e Galatone in particolare, tra petizioni, osservazioni e atti amministrativi di diniego in relazioni anche alle varianti urbanistiche, sono riuscite  a mettersi di traverso al progetto del nuovo impianto, giungendo all’ultima bocciatura sulla Via da parte della Provincia di Lecce.

Una decisione sposata appieno dalla sezione Sud Salento di Italia Nostra da tempo impegnata sulla questione inerente la realizzazione del nuovo impianto. “Abbiano partecipato attivamente al procedimento amministrativo ed alla conferenza dei servizi indetta dalla Provincia di Lecce” spiega il presidente Marcello Seclì, “producendo specifiche osservazioni, solleciti e diffide rivolte agli enti competenti, ed abbiamo avuto diversi contatti con gli amministratori di Galatina, al fine di evitare improvvide varianti urbanistiche”. La soddisfazione degli ambientalisti deriva da diversi motivi come hanno spiegato i rappresentanti di Italia Nostra (oltre a Marcello Seclì, anche Antonio De Giorgi, Sebastiano Zenobini e Antonio Zuccalà). “Si trattava formalmente di un impianto di compostaggio destinato ad accogliere 27mila tonnellate all’anno di rifiuti organici, che nascondeva in realtà più propriamente un impianto per il trattamento di rifiuti speciali, di provenienza eterogenea ed in prevalenza industriale” spiegano da Italia Nostra, “la cui gestione è ben più lucrosa del compostaggio. L’insediamento avrebbe aggravato il carattere colonialistico della nostra Regione, cui pervengono già oggi quantità notevoli ed improprie di rifiuti speciali provenienti da tutta Italia e oltre, con aggravamento dei nostri problemi ambientali”. Secondo i referenti del sodalizio ambientalista inoltre “la paventata approvazione della proposta avrebbe altresì aggravato la pressione ambientale su un area che, sebbene subisca già fattori deturpanti e inquinanti, come la centrale di trasformazione Enel, conserva notevoli valenze culturali e paesaggistiche, con una densità notevole di costruzioni rurali a secco, ed ha acquisito una spiccata vocazione residenziale e ricettiva”.

Italia nostra si augura ora anche che, sulla scorta di questo procedimento, gli enti competenti, ovvero Regione, Provincia, Comuni, e Aro, “perseguano una politica di gestione dei rifiuti più coerente con l’esigenza di attivare specifici impianti di trattamento della frazione organica del rifiuti, mirati a coprire le esigenze locali, con produzione di compost di qualità, piuttosto che autorizzare impianti di matrice speculativa destinati a smaltire rifiuti di importazione e dal pesante impatto sull’ambiente e sulla salute collettiva”. La società Salento Riciclo srl di Galatone, che ha proposto a più riprese la realizzazione dell’impianto di compostaggio, ha avuto modo di chiarire, anche in conferenza dei servizi e  negli allegati della sua relazione di studio sull’impatto ambientale, che non “esisterebbe alcun pericolo per la popolazione e i territori interessati dall’insediamento in quanto entro il raggio di 300 metri non ricadrebbero case sparse ed entro il raggio di due chilometri non ricadrebbero centri abitati”. Ma queste rassicurazioni non sono state sufficienti ad ottenere l’autorizzazione necessaria per dare il via libera alla costruzione dell’impianto.

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