Braccianti e lavori nei campi. Torna l’ordinanza anticaldo sino alla fine di agosto

Dal 21 giugno torna in vigore il provvedimento estivo del sindaco di Nardò che dispone il divieto di lavoro nelle campagne dalle 12,30 alle 16,30 a tutela della salute dei lavoratori agricoli

NARDO’- Con un giorno di anticipo rispetto allo scorso anno torna in vigore l’ordinanza anticaldo voluta dal sindaco di Nardò, Pippi Mellone, con la quale si dispone il divieto dei lavori nei campi nella fascia oraria più critica, quella dalle 12,30 alle 16,30.

Il provvedimento, valido su tutto il territorio comunale a tutela dei braccianti e lavoratori agricoli impegnati nella raccolta estiva di angurie e prodotti ortofrutticoli, resterà in vigore sino alla fine di agosto. Sul rispetto dei divieti contemplati nell’ordinanza comunale saranno chiamati a vigilare gli agenti della polizia locale e le forze dell’ordine. Si tratta di un provvedimento già applicato negli anni scorsi a tutela dei braccianti agricoli, chiamati ad un impegno lavorativo in orari particolari.

Del resto, come rammentano da Palazzo Personè, non sono mancati episodi di cronaca negli ultimi anni - in tutta la Puglia e anche nei campi del vasto agro neretino - che testimoniano i drammatici rischi sulla salute dei lavoratori che comporta lo sforzo in quelle ore della giornata particolarmente calde. Come ogni anno, inoltre, la raccolta delle angurie e di altri ortaggi in questo periodo dell’anno fa crescere la forza lavoro nelle campagne e quindi le possibilità di eventi non previsti, talvolta tragici. Da qui la decisione di vietare il lavoro nel momento più critico della giornata: “I fatti dimostrano che l’ordinanza è riuscita in questi anni a tutelare le condizioni di salute dei lavoratori e nel proposito di scongiurare quella che è una certa forma di sfruttamento degli stessi” rammenta il primo cittadino, “siamo sempre convinti che sia un atto di civiltà, un tassello del mosaico di quella agricoltura etica su cui stiamo lavorando sin dal primo giorno in cui ci siamo insediati”.

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Il divieto non pregiudica, tra l’altro, la normale giornata lavorativa per braccianti e aziende, viste le tante ore di luce naturale nei mesi estivi. Non a caso, già a partire dal 2016, quando per la prima volta prese corpo la decisione del sindaco Pippi Mellone, il provvedimento risultò pienamente legittimo dal punto di vista giuridico, uscendo indenne dai vari ricorsi delle imprese agricole e diventando un modello anche per altre realtà critiche sul fronte dell’impiego dei braccianti in agricoltura.

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