L’ottimismo ai tempi del Covid-19. “Andrà tutto bene” ancora più contagioso e virale

Dopo l’inno di Mameli a tutto volume dai balconi di Lecce, al quale seguiranno certamente altre iniziative per “abbracciarsi” da lontano, i bimbi riempiono di arcobaleni case e social network, con teneri inviti alla speranza e al coraggio

Due fratellini salentini, "vettori" di ottimismo

LECCE – Governi e ministeri sono stati colti alla sprovvista. Il mondo intero ha dimostrato di non essere pronto: nessuno era preparato al Coronavirus. Non è soltanto un fatto di posti letto insufficienti nei reparti di Terapia intensiva. E non c’entra neppure l’aver dapprima sottovalutato l’agente patogeno, per poi rendersi conto di una pandemia in corso. Il vero incubo toccato in sorte a cittadini e Stati sembra essere il senso di panico generale. L’ansia che ha preso il sopravvento. La paura per i propri cari mista a quella di perdere il proprio posto di lavoro. Il terrore delle Partite Iva e dei ristoratori, così come di quei genitori al momento lontani dai propri figli e senza la possibilità di ricongiungersi. Anche solo per il momento di un rapido abbraccio.

Fortunatamente, però, l’Italia da sempre s’ingegna e rilancia con formule creative e di resilienza sociale. Nella serata di ieri, per esempio, alcuni residenti di via Giusti, a Lecce, hanno fatto risuonare l’inno di Mameli dai balconi di una palazzina. Tutto il vicinato - affacciato per prendere parte a quella sorta di flash-mob sonoro che sta prendendo piede in tutta la nazione in queste ore - ha filmato e divulgato il video. Divenuto “contagioso” e “virale” , è proprio  il caso di dire. Ma non solo. Daniele da Melpignano, un nostro lettore, ci ha inoltrato lo scatto del tricolore che ha esposto all’esterno del suo appartamento. “Un gesto per sentirci tutti più vicini in questo momento. Abbracciamoci simbolicamente tutti con la nostra bandiera”, ha scritto.

 “In questo momento in cui contro la nostra più naturale quotidianità non ci si può nemmeno stringere in un abbraccio, accarezzarsi o darsi un bacio...  Per chi si ammala, per i dottori e gli infermieri che si stanno dimostrando per l'ennesima volta dei veri eroi, per chi è costretto a stare lontano dai suoi cari, per chi si sentirà solo in questo isolamento forzato, per i nostri bambini, per tutte quelle persone e attività che soffriranno per questa nuova crisi inaspettata, per tutti noi italiani”, conclude Daniele.

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Tra le varie iniziative contro la solitudine e il panico, anche quella lanciata da maestre, genitori, nonni e bambini. Con lo slogan “Andrà tutto bene”, accompagnato da un grande arcobaleno, sono proprio i più piccoli a infondere fiducia e speranza in un periodo che, tosto e insopportabile, inevitabilmente passerà. Si tratta di una campagna spontanea, partita simultaneamente lungo tutto lo Stivale, grazie alla "contaminazione" via social network ormai da diversi giorni.

Un mantra positivo, del resto, ripetuto al termine di ogni intervento televisivo anche dal premier Giuseppe Conte. La casella di posta della nostra redazione è stata letteralmente invasa da disegni, fotografie e messaggi. Come la piccola Agnese di Carpignano Salentino e Mattia da Nardò. Intere famiglie, come quella composta da mamma Annalisa e papà Carmine, assieme alla figlioletta Chiara di soli due anni, hanno realizzato un "colorato" invito alla positività. Del resto, è cosa nota, l’ottimismo può rivelarsi terapeutico e concorrere a rafforzare il sistema immunitario.

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