"Capolinea nel degrado e senza bagni per gli autisti": la denuncia dei sindacati

Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e Faisa Cisal hanno chiesto l'intervento del prefetto: "In questo momento di emergenza sanitaria non sono presenti nemmeno i servizi igienici essenziali"

In foto: il capolinea dei bus a Lecce

LECCE - Vetri rotti, incuria, sporcizia ed erbacce che crescono sempre più alte e selvagge. Lo scenario della fermata dei bus di Stp e Ferrovie Sud Est, in viale Giovanni Paolo II a Lecce, è sempre lo stesso.

Dall'ultima denuncia del sindacato Filt Cgil di Lecce, documentata nell'ottobre 2019 da Lecceprima.it, "non è cambiato nulla", assicura il segretario Fabrizio Giordano.

“Anzi, la situazione è solo peggiorata perché nessuno è intervenuto. Le aiuole del capolinea sono piene di erbacce che nascondono alla vista le siringhe utilizzate dai tossicodipendenti e gli operatori dei bus che arrivano qui si trovano nel bel mezzo di un deserto, nel degrado, senza poter neppure usufruire dei servizi igienici – lamenta il sindacalista -. Questa partita, aperta con l'amministrazione guidata da Paolo Perrone, è proseguita anche dopo e non si è mai chiusa”.

erba-4Il paradosso dell'impossibilità di andare in bagno, sia per il personale in servizio sia per gli utenti che scelgono il servizio di trasporto pubblico extraurbano, è amplificato dalle nuove disposizioni dovute alla diffusione del Covid-19.

“Chi approda al capolinea del quartiere Stadio, punto di snodo della viabilità provinciale, si trova in mezzo al nulla, distante da eventuali esercizi commerciali che sinora sono stati chiusi. Molti bar della zona non hanno riaperto e gli altri che si occupano del servizio da asporto non mettono sempre a disposizione dei clienti i bagni”, prosegue Giordano.

Eppure, in questa delicata condizione di emergenza sanitaria nazionale, l'asticella dell'igiene personale si è alzata di molto.

“Il paradosso è che le autorità ci invitano a lavarci le mani con maggiore frequenza, a non toccarci gli occhi, a rispettare le distanze, eppure gli autisti dei mezzi di Stp e Ferrovie Sud Est devono andare alla ricerca di acqua corrente, sapone e bagni. La situazione è esplosiva, I lavoratori sono esasperati e una soluzione dobbiamo trovarla. Abbiamo interessato persino il prefetto, agli inizi di aprile, ma sinora nessuno ci ha risposto”, dichiara l'esponente Cgil.

Il 7 aprile, infatti, quattro sigle sindacali  (Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e Faisa Cisal) hanno inviato una lettera al prefetto Cucinotta, al sindaco di Lecce Salvemini, al presidente della Provincia Minerva e agli amministratori di Stp e Ferrovie Sud Est per chiedere di intervenire.

“Abbiamo più volte denunciato che lo spazio del capolinea in città non è adeguatamente attrezzato: non è idoneo ad accogliere non solo gli utenti, ma anche gli operatori che sono costretti a lunghe soste prima di ripartire – hanno scritto Giordano, Conoci, Demarindis e Rizzini -. La cosa che più ci allarma, in questo delicato contesto socio sanitario, è che non sono presenti nemmeno i servizi igienici essenziali, atti a garantire un minimo di confort”.

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“Tale situazione, oramai, ha esasperato i lavoratori che, non avendo un luogo dove poter sostare e soddisfare i bisogni fisiologici e primari, svolgono la propria mansione con grande disagio e imbarazzo” si legge ancora nella lettera con la quale i sindacati hanno acceso un faro sul problema, in attesa di una risposta. 

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