I carabinieri del Noe nel cantiere Tap per un prelievo di campioni di acqua

I militari si sono presentati a San Basilio. Pochi giorni addietro la diffida del Comune di Melendugno per fermare i lavori per il pozzo di spinta

MELENDUGNO - I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, su delega della Procura della Repubblica, hanno effettuato un campionamento di acqua di superficie e in profondità nei pressi del pozzo di spinta per la realizzazione del gasdotto, all'interno del cantiere Tap di San Basilio. 

La magistratura leccese sta indagando per presunto inquinamento della falda: nel registo degli indagati compaiono, tra gli altri, il country manager, Michele Mario Elia, e il project director per l'Italia, Gabriele Paolo Lanza. L'avviso di chiusura delle indagini è stato notificato alle parti interessate a metà dicembre. Coinvolti anche i rappresentanti delle ditte che hanno condotto i lavori propedeutici e afferenti il pozzo di spinta.

Dopo la diffusione dei risultati delle analisi da parte di Arpa Umbria su due campioni di conglomerato di calcestruzzo, il Comune di Melendugno ha diffidato Tap a non proseguire i lavori. Per l'amministrazione esiste il rischio di un danno ambientale oltre che, potenzialmente per la salute a causa delle concentrazione di cromo esavalente rilevata. Per Tap non esiste alcuna contaminazione. La divergenza di prospettive dipende anche dal fatto che la normativa di settore non prevede parametri di riferimento per i campioni provenienti da rifiuti e non da materie prime. 

Nel piezometro numero 7 Arpa Puglia ha condotto un campionamento a fine agosto, nell'ambito del protocollo operativo redatto dal tavolo tecnico provinciale: l'esito fu di tre parti per milione, con una concentrazione della soglia di contaminazione pari a 5. Rispetto alla direzione del flusso di falda questo punto, insieme a quello contraddistinto col numero 8, è considerato di valle e quindi particolarmente rappresentativo.

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