Revisione estimi catastali, Corte di Cassazione smonta la procedura

Dopo i pronunciamenti della giustizia tributaria provinciale e regionale, il primo della Suprema Corte. Esultano il Codacons e le altre associazioni

Una veduta panoramica di Lecce (foto di Emilio Faivre).

LECCE – Anche per la Corte di Cassazione il procedimento di revisione del classamento degli immobili voluto nel 2010 e poi rinnegato dall’amministrazione di Paolo Perrone è illegittimo in quanto non adeguatamente motivato.

In poche parole, per i giudici di ultima istanza che hanno dichiarato inammissibile il primo ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate dopo la soccombenza nel campo della giustizia tributaria, ai cittadini non è stata data la possibilità di sapere esattamente le ragioni alla base del provvedimento in base al quale si sono visti aumentare la rendita catastale del proprio immobile, e quindi dei relativi tributi, di circa il 20 per cento. Per Codacons, Adusbef, Adoc, che hanno tutelato molti cittadini in tutte le sedi del lungo contenzioso, si tratta di una vera e propria “vittoria”.

Il malcontento generale dei cittadini si trasformò in una valanga di ricorsi in sede tributaria, accolti a livello provinciale e confermati poi in quella regionale investita della questione dall'Agenzia delle Entrate. Il pronunciamento della Corte di Cassazione sulla prima causa iscritta a ruolo sembra dunque confermare quell'orientamento. L'auspicio delle associazioni, naturalmente, è quello di un effetto domino su tutte le altre cause che attendono di essere prese in esame.

In particolare la Cassazione ha richiamato una recente sentenza della Corte Costituzionale (249/2017) che, pur dichiarando la legittimità costituzionale degli articoli applicati per procedere alla revisione, ha precisato che “la natura e le modalità dell’operazione enfatizzano l’obbligo di motivazione in merito agli elementi che hanno, in concreto, interessato una determinata microzona, così incidendo sul diverso classamento della singola unità immobiliare; obbligo che, proprio in considerazione del carattere diffuso dell’operazione deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento”.

Ma perché il riclassamento venga azzerato per tutti i proprietari di immobili e non solo per coloro che fecero ricorso nei tempi previsti è necessario – lo ha ribadito sempre la Corte di Cassazione in una precedente occasione - che si esprima il Consiglio di Stato, cui compete la valutazione della legittimità degli atti amministrativi.

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