Castoro Sei davanti a San Foca: a giorni l'avvicinamento alla costa

La nave semi sommergibile di Saipem, ora a tre miglia dalla riva, è incaricata di posare la condotta del gasdotto all'uscita del tunnel e poi i tubi lungo il Canale d'Otranto, per 105 chilometri, fino all'Albania

La Castoro Sei.

SAN FOCA (Melendugno) - Fermatasi a tre miglia dalla costa, la Castoro Sei si staglia già imponente all'orizzonte davanti a San Foca. La nave semi sommergibile per la posa dei tubi del gasdotto Tap, dopo aver stazionato per alcuni giorni nel porto di Brindisi, è ora in attesa del completamento delle operazioni di carico e scarico prima di muoversi e posizionarsi a circa 950 metri dalla costa.

Il compito iniziale della nave della Saipem, infatti, è quello di infilare il tubo lungo il tunnel di un chilometro e mezzo che separa il punto d'uscita in mare dal punto d'entrata, che si trova a circa 600 metri nell'entroterra e che è dotato di imponenti argani per il traino della condotta, in località San Basilio. L'avvicinamento alla costa di San Foca è previsto tra un paio di giorni. Terminata questa fase, partirà la seconda che prevede la posa dei tubi sul fondo del mare per 105 chilometri, a una profondità massima di 820 metri. La Castoro Sei è lunga 152 metri e larga 70 e può ospitare fino a 347 persone.

Nello specchio d'acqua antistante la marina di Melendugno è da oggi, e fino al 3 marzo, in vigore un'ordinanza dell'Ufficio circondariale marittimo di Otranto che, oltre al divieto di pesca e di balneazione nell'area indicata, impone a tutti i natanti in navigazione di non avvicinarsi a più di due miglia nautiche dalla Castoro Sei e di mantenere comunque una distanza di 500 metri dagli altri mezzi navali coinvolti nelle operazioni. In questo momento sono operative altre sette unità, tra rimorchiatori, navi per il trasporto di tubi e imbarcazioni di altro tipo.

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