Cinquemila multe da ottobre tra polemiche, ricorsi al giudice e querele

In territorio di San Cesario di Lecce, sulla Provinciale 362, strada molto trafficata nelle ore di punta, ci sono due photored. Uno produce una mole ingente di sanzioni. Di 200 ricorsi accolti solo una dozzina

Il Photored in direzione Lecce, angolo con via Tondo.

SAN CESARIO DI LECCE – Da ottobre sono oltre cinquemila i verbali già notificati dal Comune di San Cesario di Lecce per violazione al Codice della Strada in relazione ai photored installati in sede fissa su due impianti semaforici lungo la strada provinciale 362, una delle più trafficate con decine di migliaia di transiti giornalieri stimati nel tratto tra il capoluogo e il comune dell’hinterland.

I dispositivi in questione, debitamente segnalati, si trovano uno presso l’intersezione con via Tondo, proco prima dell'ingresso in paese provenendo da Lecce; l’altro è situato all’incrocio con via Sant’Elia, poco più avanti. La sanzione ordinaria è di 162 euro più circa 15 di notifica, il pagamento entro cinque giorni comporta una riduzione del 30 per cento.

Una valanga di multe si è dunque riversata sui conducenti - residenti in zona, ma anche in altre parti della provincia e d’Italia, compresi diversi che vivono all’estero - sorpresi dai fotogrammi attivati mentre la luce è accesa sul rosso. Quasi tutte le sanzioni si riferiscono al primo impianto, nella direzione di marcia verso Lecce: soprattutto nelle ore di punta la corsia di sinistra, quella destinata alla svolta verso via Tondo, viene impegnata per superare la fila configurando, a norma di Codice della strada, il passaggio con il rosso.

Le segnalazioni ricevute da alcuni lettori ci hanno invitato a tenere in considerazione lo stato dissestato del manto stradale che in un certo senso costringerebbe gli automobilisti a impegnare la corsia destinata alla svolta pur dovendo proseguire dritti. Le condizioni dell’asfalto in direzione di Lecce, giusto una ventina di metri prima del semaforo, non sono in effetti delle migliori (il tratto è di competenza della Provincia).

Rispetto a questa obiezione, tuttavia, il sindaco, Fernando Coppola, ha spiegato che oltre a estrapolare i fotogrammi, la polizia locale visiona i filmati distinguendo tra coloro che impegnano l’altra corsia per così dire senza dolo e chi invece pretende di fare il furbo impunemente, mettendo a repentaglio la sicurezza propria e quella altrui. Al netto di qualche errore, sempre possibile, sarebbero solo questi ultimi trasgressori i destinatari delle multe e non gli altri. A riprova della correttezza di questo criterio i dati in possesso dell’amministrazione comunale: le contestazioni ad oggi sono state circa 200, di cui una solo una dozzina accolte dai giudici di pace. 

Eppure a San Cesario c’è chi non la pensa allo stesso modo. Le accuse di voler far cassa sulla pelle dei cittadini sono diventate polemiche e in alcuni casi anche offese tanto che Coppola e gli altri amministratori locali hanno annunciato querela nei confronti di chi avrebbe passato il segno: il sindaco e la sua giunta non ci stanno proprio a essere etichettati come “ladri”. Nei prossimi giorni, in una lettera ai cittadini verrà ribadito quanto comunicato già ieri alla stampa con una nota, con l'invito a stemperare quei toni che hanno portato il primo cittadino a parlare di un clima di "disinformazione e odio".

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