Comuni costieri a rischio default: in sei lanciano grido d’allarme a Conte

Iniziativa unanime dei sindaci di Porto Cesareo, Castro, Ugento, Otranto, Melendugno e Castrignano del Capo che hanno chiesto al premier la possibilità di utilizzare le somme del Fondo di solidarietà comunale per pareggiare i bilanci

da sinistra l'assessore Cazzella e il sindaco Salvatore Albano

PORTO CESAREO - Una buona fetta dei comuni rivieraschi del Salento che hanno tirato la volata e issato anche le bandiere blu a garanzia dell’appeal turistico regionale sono sull’orlo di una crisi  economica e a rischio default. Per questo,  dopo il grido d’allarme e le richieste di aiuto a seguito degli ingenti danni patiti dopo le mareggiate e il maltempo del novembre scorso, ora sindaci e amministrazioni comunali di ben sei località costiere e turistiche lanciano un nuovo accorato appello a governo centrale. Con le incertezze della stagione turistica per l’estate in arrivo, alcuni dei comuni rivieraschi si sono nuovamente coalizzati per chiedere al presidente del Consiglio dei ministri,  Giuseppe Conte, attraverso un documento formale, degli aiuti concreti. Le municipalità di  Porto Cesareo, Castro, Ugento, Otranto, Melendugno e Castrignano del Capo lamento una situazione prossima  al dissesto e ora, dopo aver per anni rimpinguato le casse dello Stato, hanno il timore concreto del default a causa dell’emergenza Covid-19.

Per questo dopo un confronto  tra i sindaci e amministratori e sentito anche il parere dei rispettivi consiglio comunali,  si è passati a formalizzare il tutto con una la lettera, inoltrata anche all’Anci nazionale e regionale, per mettere sul tavolo le criticità evidenti e le richieste necessarie rivenienti dai territori du riferimento. Una questione sulla quale oggi il sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano e l’assessore al bilancio, Paola Cazzella, dalla riviera cesarina hanno voluto esplicitare la natura delle richieste e il senso delle iniziative, confidando questa volta in una mano tesa e concreta del governo centrale. Ovviamente l’iniziativa viene condivisa anche da tutti gli altri sindaci dei vari comuni sottoscrittori, da Piepaolo Cariddi (Otranto), a Marco Potì (Melendugno), a Luigi Fersini (Castro), Massimo Lecci (Ugento), a Santo Papa (Castrignano del Capo).

“Fino e ieri abbiamo ritenuto semplicemente ingiusto il meccanismo del Fondo di solidarietà comunale che ci ha assorbito risorse a vantaggio di altri enti, più o meno virtuosi” spiegano nella missiva i sindaci dei comuni costieri salentini, “ma ciononostante ci siamo adoperati per erogare servizi essenziali e turistici con altre entrate legate al turismo. Oggi che queste entrate vengono meno, i nostri bilanci sono in sofferenza con forti ripercussioni sul nostro territorio”. Un meccanismo complesso e matematico quello che rischia di fagocitare la stabilità delle amministrazioni comunali e dei loro territori di riferimento. Un paradosso. Se si tiene conto che gli stessi comuni in questione risultano tra quelli così virtuosi da contribuire, da sette anni a questa parte, alle casse degli altri comuni in difficoltà.

“Siamo completamente dimenticati” lamentano in coro il sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano e l’assessore al Bilancio, Paola Cazzella”, “sin dal 2013, da quando c’è il Fondo di solidarietà negativo, abbiamo dovuto autogestirci. Abbiamo quindi aumentato le altre entrate turistiche, abbiamo istituito l’imposta di soggiorno, puntato su Cosap, aree di parcheggio, le sanzioni per contravvenzioni al codice della strada, per chiudere il bilancio e garantire servizi adeguati ai cittadini e ai turisti, sempre con difficoltà. Oggi che queste entrate vengono meno, il Governo non ci può ignorare. Oggi che siamo noi in difficoltà” continua  Albano, “devono aiutarci”.

Per fare degli esempi pratici, ci sono comuni piccoli con entrate maggiori, reddito invariato per la popolazione, che hanno avuto anche la possibilità di erogare buoni alimentari a persone che magari non avevano grandi variazioni di reddito collegate agli effetti da Covid, e che oggi si ritrovano le stesse entrate dell’anno scorso. “Non vogliamo togliere entrate agli altri comuni” conclude l’assessore Cazzella, “ma almeno le nostre  in questa emergenza ci vengano lasciate, e per tempo. Se ci danno risposte a settembre, noi come ci organizziamo? Ci dessero la possibilità di lavorare alla gestione delle spiagge libere, almeno”.

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La sommossa formale si è innalzata da parte degli amministratori locali partendo dalla consapevolezza che    la distribuzione del fondo di solidarietà comunale è stata confermata tale e quale a come definita informalmente nel periodo di pre-emergenza sanitaria. Ma è ovvio che il quadro complessivo è totalmente mutato. E in più, mentre i Comuni con fondo di solidarietà positivo hanno visto anticipato il versamento con risvolti positivi sulla liquidità immediata, ai comuni turistici non è arrivato ancora nessun aiuto economico. Si parla di somme non indifferenti sulle quali i sei comuni costieri vorrebbero fare leva per fronteggiare le problematiche economiche del territorio. Il Fondo di solidarietà comunale del Comune di Porto Cesareo ad esempio, per l’anno in corso, vale 2.952.120,79 euro per Melendugno 2.691.251,44 euro e per Otranto si attesta sui 955.217,76 euro e quello che chiedono i sindaci è che almeno, solo per quest’annata, venga lasciata una fetta di questi soldi per poter riequilibrare i bilanci in evidente sofferenza.   

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