Con la moto da cross tra i sentieri del parco di Porto Selvaggio. Multati in cinque

Le guardie zoofile ed ecologiche hanno fermato e sanzionato cinque motociclisti intenti a scorrazzare nell’area del parco naturale. Controlli anche per i cercatori di funghi

I motociclisti fermati nel parco

NARDO’ - Rombo di motori ed evoluzioni in accelerazione sul terreno all’interno del parco naturale di Porto Selvaggio, ma in seguito ai controlli scattano le sanzioni. E’ accaduto nella giornata di ieri quando alcuni motociclisti, forse invogliati dalla bella giornata di sole, hanno deciso di svolgere la propria escursione da cross tra i sentieri del parco del litorale neretino, ma si sono ben presto imbattuti nelle guardie zoofile Agriambiente di Nardò e nelle guardie ecologiche volontarie in attività di monitoraggio e sorveglianza nell’area naturalistica. Richiamati dagli inequivocabili rumori generati dalle moto da cross, gli operatori della vigilanza si sono recati nella zona, bloccando e identificando i centauri, dopo aver chiuso le possibili vie d’uscita e di fuga da parte dei trasgressori.

L’attività del transito dei mezzi motorizzati all’interno del parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano è vietata con apposito divieto dal 2006, quando è entrata in vigore la legge regionale che ha istituito l’area naturale regionale. In particolar modo è vietata l’attività di escursione e di motocross, quello  che i cinque motociclisti fermati ieri stavano facendo: a loro sono state conteste le violazioni in materia ed elevate multe per complessivi 260 euro. Dopo la formalizzazione delle sanzioni, i cinque sono stati accompagnati all’esterno del parco. “Il nostro parco naturale ha equilibri molto delicati e naturalmente ci sono molteplici attività in grado di alterarli, anche se in tanti dimostrano di essere superficiali o distratti e di non conoscere i divieti” spiega l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio, “da parte nostra l’attenzione è molto alta e grazie alle guardie Agriambiente, alle guardie ecologiche volontarie Endas e all’Arif riusciamo a tutelare e a difendere l’area dalle aggressioni”. 

In questi giorni, ad esempio, l’attenzione e i controlli delle guardie Agriambiente, dirette da Antonio Russo, si sono rivolti in modo particolare anche nei confronti di chi raccoglie funghi, altra attività vietata nell’area del parco di Porto Selvaggio. 

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