Contagi e decessi nella rsa di Soleto, l’inchiesta accelera: tre gli indagati

Formalizzate le prime iscrizioni nel fascicolo della procura per i responsabili della struttura e l’ex direttore sanitario. Ipotesi: abbandono di persone incapaci e diffusione colposa di epidemia. Già presentate le memorie difensive

SOLETO - Prende corpo l’inchiesta avviata dalla procura di Lecce sulla residenza socio assistenziale “La Fontanella” di Soleto, divenuta suo malgrado focolaio di contagio di coronavirus con 88 casi di positività complessivamente accertati, tra ospiti e operatori socio sanitari della struttura, compresi anche i titolari, diciassette decessi di anziani con Covid 19 o per altre patologie (l’ultima in ordine di tempo una 92enne di Cannole morta presso il Dea di Lecce), e il personale costretto in quarantena.

Dopo l’avvio dell’indagine conoscitiva il procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone e il sostituto procuratore Alberto Santacatterina, hanno formalizzato l’iscrizione dei primi tre indagati nell’ambito del fascicolo d’inchiesta aperto per verificare quanto accaduto all’interno della struttura nei giorni decisivi per la diffusione del contagio dopo il primo caso della 95enne di Serrano deceduta per Covid-19 e prima che la stessa rsa, su richiesta del sindaco di Soleto, Graziano Vantaggiato, venisse commissariata dalla Asl. Nel fascicolo figurano i nomi dell’amministratore delegato della residenza per anziani, don Vittorio Matteo, della direttrice della struttura, Federica Cantore, e dell’ex responsabile sanitario, Catello Mangione.

L’ipotesi di reato sui quali sono ancora in corso gli approfondimenti giudiziari e investigativi sono quelli di abbandono di persone incapaci e di diffusione colposa di epidemia. Un atto dovuto quello dello procura per consentire il proseguo dell’inchiesta per aver un quadro dettagliato e completo e che consentirà anche agli indagati di poter fornire i chiarimenti e formalizzare le proprie memorie difensive già poste all’attenzione dei magistrati da parte dei legali dei responsabili della struttura.

Sulla situazione drammaticamente precipitata nella rsa di Soleto si era da tempo focalizzata l’attenzione dell’autorità giudiziaria a seguito di alcuni esposti presentati dai familiari degli anziani ospitati. Inchiesta che fa il paio con l’indagine conoscitiva interna già avviata da parte della Asl e sulla quale peserà anche la relazione approntata dal responsabile medico Silverio Marchello a cui è stata affidata la reggenza della struttura (almeno sino alla fine di questo mese) insieme al direttore sanitario del distretto di Galatina, Cosimo Esposito. Su quanto accaduto all’interno di quella struttura la procura leccese aveva aperto inizialmente un primo filone d’inchiesta contro ignoti, delegando gli accertamenti al personale dei carabinieri del Nas. Ora sono arrivati i primi tre indagati.

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Il sospetto resta sempre quello iniziale: che alcuni degli anziani deceduti, tutti affetti da gravi patologie invalidanti, possano essere morti in seguito all'allontanamento del personale dipendente dopo i primi casi di positività. All'attenzione degli investigatori fatti e comportamenti avvenuti dal 21 al 26 marzo scorsi, prima che l'Asl subentrasse nella gestione della struttura. Da parte de titolari della residenza assistenziale, attraverso i propri legali (Giuseppe e Michele Bonsegna), è stata, di contro, presentata una prima memoria difensiva, per documentare quanto accaduto nei giorni cruciali nei quali, a seguito del primo contagio, il personale in servizio è stato necessariamente posto in quarantena. Anche il ministero della Salute nei giorni scorsi ha disposto l’invio, anche a Soleto, dei propri ispettori per acquisire un’informativa dettagliata su quanto accaduto nella struttura.

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