Contagi e morti nella Rsa di Soleto, responsabili ricostruiscono l’emergenza

Nota chiarificatrice e di cordoglio, tramite i legali, dei titolari della residenza “La Fontanella” che hanno fornito le proprie memorie alla procura. “Mai perso il controllo, ecco i fatti”

SOLETO - Nessuna lamentela o disservizio prima del caos generato dall’emergenza improvvisa determinata dal primo contagio di un’anziana 95enne, positiva al Covid 19 e poi deceduta, e della quarantena doverosa per il personale in servizio, per la residenza socio assistenziale “La Fontanella” di Soleto diventata, suo malgrado, un focolaio della virulenta pandemia.

Con 88 contagi complessivi, tra ospiti e operatori socio sanitari della struttura compresi anche i titolari, dodici decessi di anziani con Covid 19 o per altre patologie (gli ultimi due nella giornata di oggi), e il personale costretto in quarantena, la situazione rappresentata e documentata in questi giorni all’interno della rsa sembra del tutto lontana anni luce da quella che vedeva annoverata “La Fontanella” quale centro d’eccellenza del territorio. E anche per questo la responsabile della residenza, Federica Cantore, e il legale rappresentante, monsignor Vittorio Matteo, costretti anche loro alla quarantena dopo il contagio, hanno affidato ai propri legali, Giuseppe e Michele Bonsegna, il compito di divulgare una nota di ricostruzione dei fatti, avvenuti dal 20 marzo scorso, estrapolando in sintesi anche le memorie difensive e l’atto di collaborazione posta nei confronti della procura di Lecce. L’autorità giudiziaria infatti, a seguito di alcuni esposti, ha già avviato un'indagine conoscitiva su quanto accaduto nella struttura di Soleto per verificare se i contagi e le morti registrate possano in qualche modo essere messe in relazione con presunti casi di abbandono o disservizio.

Il tutto in attesa dell’arrivo degli ispettori ministeriali e sulla scorta anche degli accertamenti avviati dai Nas e dalla relazione interna predisposta dalla Asl. I responsabili de “La Fontanella” hanno fornito da parte loro una sintesi della cronologia dei fatti, mettendosi anche a disposizione della stessa autorità giudiziaria per fornire ogni sorta di chiarimento utile, ed esprimendo prioritariamente il cordoglio per la morte di alcuni ospiti.

“Con riferimento ai noti e tragici fatti assurti alla ribalta nazionale, pur costretti in quarantena perché colpiti da contagio, intendiamo tramite i nostri legali, esprimere il più vivo cordoglio per la morte di alcuni ospiti” spiegano la responsabile e il legale rappresentante della rsa, “e, nel rispetto del dolore e della sofferenza dei familiari e di tutti, fornire alcune precisazioni, che, ovviamente siamo in grado di provare, al fine di contribuire a dare ogni possibile chiarimento ed a fugare l’allarme sociale suscitato dalla diffusione di alcune notizie infondate. Mai si è perso il controllo della situazione o si è mancato di dare le doverose informazioni su quello che, non diversamente da altre parti d’Italia, si stava rivelando come un fenomeno di estrema gravità”. Di seguito la ricostruzione cronologica fornita tramite i legali da parte di Federica Cantore e monsignor Vittorio Matteo.     

Il primo caso del 20 marzo

Sin dalla sera del 20 marzo, allorquando, verso le 21, la prima paziente sospettata di essere stata contagiata, è stata trasportata dal 118 presso l’ospedale di Lecce, è stato fatto intervenire, presso la struttura, il medico coordinatore sanitario della stessa ed è stata contattata ed informata l’amministrazione comunale di Soleto, in persona del vice sindaco, il quale, immediatamente, ha messo a disposizione i protocolli regionali. Era venerdì. La mattina presto del sabato 21, a partire dalle 6,40, sono stati informati ed allertati l’ufficio igiene di Galatina, il direttore generale della Asl, che ha invitò subito personale per effettuare i tamponi, ed anche, personalmente, il sindaco di Soleto, quale autorità sanitaria locale e responsabile del Centro operativo comunale per la protezione civile.

Sono stati garantiti i pasti, sia a pranzo che a cena, con una società di catering, immediatamente reperita ed ingaggiata fino al 31 di marzo, preso atto della forzata indisponibilità del personale di cucina ed in attesa dell’evoluzione degli eventi. Nel frattempo, sono stati effettuati i tamponi e, poi, sempre il 21 marzo, avuto il risultato della positività dell’ospite ricoverata in ospedale la sera prima, numerosi operatori sanitari e due infermieri paucisintomatici sono stati posti, dai medici, in quarantena. Della circostanza che il personale si stava assottigliando, è stata data tempestiva comunicazione, sia il sabato 21 che la domenica 22 marzo, al sindaco, ai responsabili dell’ufficio igiene e della Asl di Galatina e, la sera della domenica 22, anche al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Sempre e, comunque, nei due giorni, il servizio è stato effettuato al completo.

L’inizio della settimana cruciale  

Anche lunedì 23 marzo, i turni di servizio sono stati garantiti da 6 Oss, 3 infermieri e, personalmente, dalla stessa responsabile della struttura, che, nella stessa giornata, è riuscita ad assumere tre nuovi operatori sanitari, due dei quali hanno preso immediatamente servizio. Martedì 24 marzo, è stato dato il risultato dei tamponi e 19 ospiti sono risultati positivi. E’ stato perciò, dato corso a tutte le operazioni di spostamento degli stessi in stanze singole, secondo le superiori indicazioni ricevute ed è stato immediatamente reperito, acquistato ed impiegato anche tutto il notevole materiale occorrente. Il servizio è stato garantito da 8 Oss e dall’unico infermiere, tra i 3 disponibili, non ancora contagiato. Di ciò sono state date le opportune comunicazioni, sicché, il direttore generale della Asl di Lecce ha inviato sul posto due medici specialisti. Costoro si sono resi conto della situazione e hanno redatto una relazione scritta, con la quale sono state impartite anche le istruzioni sul da farsi per monitorare la situazione, che sono state eseguite e rispettate. La stessa sera, è intervenuto sul posto anche il primario di malattie infettive del Vito Fazzi di Lecce ed è stato anche effettuato il tampone sul legale rappresentante e sulla responsabile della struttura.

Personale in quarantena e ordinanza del sindaco  

Mercoledì 25 marzo, il servizio è stato espletato regolarmente fino al turno terminato alle 15.30. Quella mattina era stata nuovamente acquisita anche la disponibilità di una cooperativa del settore per sopperire alle carenze di personale. Nel primissimo pomeriggio, monsignor Vittorio Matteo ha inviato una accorata lettera di aiuto anche al prefetto di Lecce, ribadendo l’estrema gravità della situazione, che è precipitata allorquando, al personale smontante è stato fatto il tampone, con relativo invito a porsi cautelativamente in quarantena domiciliare.

La responsabile della struttura ha allertato, quindi, il sindaco di Soleto, che, giunto sul posto insieme con il comandante della stazione dei carabinieri, con il medico coordinatore sanitario della rsa e con altri, si è messo in comunicazione telefonica con il direttore generale della Asl e, subito dopo, preso atto della situazione, ha emesso l’ordinanza sindacale con la quale ha invitato la Asl stessa a provvedere a garantire il servizio con personale di propria disponibilità. Sul posto, però, la sera stessa sono giunti solo due medici Asl, che hanno richiesto la presenza del medico coordinatore sanitario della Rsa, che è intervenuto, ma, subito dopo, ha presentato le dimissioni dall’incarico.

La notte tra il 25 e 26 marzo

Al suo posto, immediatamente dopo, su perentoria disposizione del direttore generale della Asl e ad iniziativa della responsabile della struttura, è stato reperito ed incaricato altro medico esperto, che si è reso immediatamente disponibile. Quella sera il servizio è stato svolto, sia pure nelle evidenti condizioni di precarietà imposte dal precipitare degli eventi, oltre che dai due medici della Asl, dal legale rappresentante e dalla responsabile della struttura, da una Oss, da una infermiera e dal medico immediatamente reperito. Solo questi ultimi tre sono potuti rimanere in servizio la notte tra il 25 ed il 26 marzo, perché il proprietario e la responsabile della struttura, raggiunti in serata dalla notizia della loro positività, appena terminato il servizio, verso le 22, hanno dovuto allontanarsi, rimanendo, comunque, a disposizione, per quanto possibile e richiesto, sia dei parenti che del personale intervenuto nella gestione. Il mattino seguente, 26 marzo, la gestione della struttura è stata assunta direttamente dalla Asl, in persona del dottor Cosimo Esposito.

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“Questa, in estrema sintesi, è la cronologia dei fatti, dalla lettura dei quali riteniamo di poter serenamente sostenere che i nostri clienti hanno agito al massimo delle loro possibilità nella vorticosa evoluzione della emergenza” spiegano gli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna, “i nostri clienti si sono già messi a disposizione delle autorità che stanno cercando di far luce sui fatti e continueranno a farlo, confidando di poter dimostrare la correttezza del loro operato e concorrere all’accertamento della verità”.

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