Formazione partecipata in agricoltura per migranti: un convegno a Scienze giuridiche

Martedì 21 gennaio, presso Ecoteckne, è stato presentato il progetto “Migrants coming-App”, finanziato con 275mila euro. Ha preso parte anche il procuratore aggiunto Mignone

Foto di repertorio.

LECCE – Contribuire al processo di integrazione socio-economica degli immigrati. Questo l’obiettivo del progetto “Migrants coming-App. Ricerca-azione per la formazione partecipata in agricoltura”, ideato e coordinato dal Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università del Salento e finanziato con circa 275mila euro dal Programma nazionale del Fondo Asilo, migrazione e integrazione 2014-2020. La presentazione nel corso di un convegno organizzata per martedì scorso presso il Dipartimento di Scienze giuridiche, alla presenza di esponenti accademici, dei partner di progetto, degli aderenti e dei rappresentanti delle istituzioni interessate.

Nel corso del convegno, dopo la presentazione a cura del direttore Luigi Melica, sono intervenuti: Elsa Valeria Mignone, procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Lecce; Luigi Nuzzo, presidente del corso di laurea magistrale in “Governance euromediterranea delle politiche migratorie” - Università del Salento; Nadan Petrovic, docente all’Università “La Sapienza” di Roma; Maria Grazia Sodero, assessora al Welfare - Comune di Nardò; Maike Caiulo della ong Sprachen und Bildung in Europa; Francesco Damiani, dirigente dell’Istituto territoriale del lavoro di Lecce; Rosanna Levari, direttrice Inps di Lecce; Luigi Di Viggiano, responsabile della Ricerca-azione del progetto - Università del Salento.

“Il progetto propone un intervento partecipato e integrato, in grado di dare un ruolo centrale al processo di inclusione lavorativa degli immigrati attraverso lo studio e la sperimentazione di un modello formativo in agricoltura che tenga conto delle esigenze del mercato, delle imprese agricole e degli immigrati”, spiega il professor Luigi Melica, direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche e responsabile scientifico del progetto, “La metodologia seguita è, appunto, quella della ricerca-azione partecipata, che vedrà la rilevazione dei bisogni d’integrazione degli immigrati impiegati in agricoltura e la contestuale costruzione di un modello d’intervento replicabile e reso disponibile attraverso la costruzione di un prototipo di app. Il modello avrà come riferimento il territorio di Nardò, in cui il fenomeno di immigrazione sfruttata è emergente, utilizzando anche esperienze già acquisite. Attraverso la prototipazione della app, il modello sarà replicabile in altre regioni italiane ed europee, e in particolare in Germania e Francia grazie al coinvolgimento di due ong»”.

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