Nuovi lavori e Silver economy: Galatone si attrezza con la “Cooperativa di comunità”

Metodi di sopravvivenza e nuove economie in tempi di crisi. Sarà la prima ad essere iscritta nell’apposito albo che la Regione Puglia ha istituito nel 2017

La sede della Cooperativa di comunità.

GALATONE – Oltre a Caprarica di Lecce, di cui vi abbiamo raccontato di recente, un altro comune salentino fa di tutto per tenere in vita il proprio territorio.  Non intendono lasciar invecchiare gli anziani in un freddo ospizio, né soccombere davanti a una fase economica “tirchia” di posti di lavoro e di nuove opportunità. Così i cittadini di Galatone ripartono dal welfare generativo, dagli orti sociali e da una Cooperativa di comunità. Inaugurata nel mese di aprile dello scorso anno su stimolo anche dell’attuale amministrazione comunale sarà, a stretto giro, la prima ad essere iscritta nell’apposito albo istituito dal novembre del 2017 da viale Capruzzi. La Regione Puglia, a sua volta, è stata la prima a legiferare nel vuoto normativo relativo a questi nuovi soggetti economici, non ancora formalmente riconosciuti. Lo sguardo amministrativo all’orizzonte, verso nuovi modelli di sviluppo del territorio. Come sancisce, del resto, la stessa legge regionale 23, emanata il 20 maggio del 2014 durante l’allora amministrazione Vendola.

La Cooperativa di comunità

Sono 350 i cittadini-soci fino ad oggi. All’adesione del 480esimo, dunque il 3 per cento della popolazione, la Cooperativa che orbita attorno alla “famiglia” Legacoop diverrà la prima iscritta all’albo pugliese. Dove, è bene ribadirlo, al momento non vi sono altre cooperative iscritte. Oltre a quella di Biccari, nel Foggiano, anche il Salento vanta altri esempi simili: Zollino, Melpignano, in primis. Ma si tratta di iniziative, innovative ed esemplari, volte soprattutto a valorizzare e incoraggiare la tutela di un patrimonio agricolo ed alimentare nel primo caso, l’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili nel secondo. Galatone, essendo una comunità più popolosa rispetto ai due paesi della Grecìa Salentina, volge invece lo sguardo al welfare (per ora), ma con la tensione proattiva e onnicomprensiva verso nuovi settori di intervento. Si badi bene: non sostituendo la manodopera delle ditte attuali per affidare i lavori ai cittadini in un gioco di costi al ribasso, bensì creando nuovi settori economici e nuovi posti di lavoro.  Così come ha sottolineato l’assessore comunale alle Attività produttive, Maurizio Pinca.

Il video: le comunità si ingegnano con nuove economie

Il welfare, la Silver Economy e gli orti sociali

Con un finanziamento vinto da poco, la Cooperativa di comunità potrà investire 195mila euro di fondi erogati dalla Regione nel welfare generativo. Non soltanto l’inserimento sociale degli anziani e la produzione di economia circolare grazie ad essi (la Silver economy, appunto), ma anche di coloro che, nati negli anni Sessanta, saranno i prossimi ad andare in pensione e quindi “attivi” anche in futuro. Le Rsa, Residenza sanitarie assistite, a Galatone, avranno un modello simile a quello di un albergo diffuso. Perché, come hanno sottolineato l’assessore e Giancarlo Tuma, presidente della cooperativa, invecchiare in una casa di riposo in periferia, seppur avvolta da un rigoglioso parco, non è che l’anticamera della morte. E invece no, quegli anziani sono utili alla cittadinanza, eccome. Hanno tutto il diritto di invecchiare in casa propria e potranno trasmettere le proprie competenze ed esperienze, (artigianali in primis) alle nuove generazioni.  Diversi i protagonisti che saranno coinvolti in questo nuovo modo di strutturare l’economia della comunità: da una scuola, all’ambito di zona, agli operatori sociali, assistenti sociali, psicologi, cittadini in pensione, neolaureati e così via. Ci sarà dunque la necessità di nuove figure professionali, bisognerà forse inventarne altre. Basterà, come sempre, attingere dall’esistente: un esempio, l’asilo in provincia di Padova, per cittadini dai 3 a 90 anni. Piccoli abitanti e anziani, un po’ sulla falsariga dei modelli del Nord Europa che vedono una stretta collaborazione tra tutte le fasce anagrafiche della popolazione. Tutti sono indispensabili, nessuno escluso. Concetto sintetizzato nel “Non si ragiona più in termini di io, bensì di noi”, secondo l’assessore Pinca.

In un mondo precario dove, quanto a risorse, negli enti locali si naviga a vista, c’è chi si ingegna per nuove forme di economia. E il pensiero corre veloce verso il principio di sussidiarietà orizzontale non soltanto per il welfare. Il prossimo obiettivo, già in cantiere a Galatone, è quello di una sorta di “rivoluzione” anche nel settore agricolo. Orti sociali, nuove colture di piante officinali per farne anche un settore economico: e-commerce, spezie, cosmesi e affini. Un circolo virtuoso utile non soltanto a nuovi lavoratori del settore botanico, ma anche agli operatori del Turismo. Fare di Galatone e dei suoi orti, così come del welfare generativo, un attrattore per il turismo “esperenziale”. Di recente, infatti, un piccolo borgo  lucano, Grottole, ha lanciato l’iniziativa “Airbnb ti offre un soggiorno di tre mesi”. Un modo per ripopolare il paese, facendo vivere al turista una vacanza da vero e proprio cittadino temporaneo. In cambio, quello di contribuire a dare vita e slancio economico alla comunità. Un’idea, per ora solo un’idea. Ma che fa gola agli amministratori di Galatone e ai soci della cooperativa.

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