Da conferenza Stato-Regioni l’ok al decreto Xylella: fondi per 300 milioni in due anni

Via libera questo pomeriggio al piano di rigenerazione degli ulivi previsto dal ministero dell’Agricoltura per le zone pugliesi colpite dall’epidemia. La Regione dovrà integrere i ristori per le imprese agricole

ROMA - E’ arrivato nell’ambito della conferenza Stato-Regioni, nella seduta anticipata al pomeriggio di oggi, l’atteso parere favorevole allo schema di decreto del ministero dell’Agricoltura sull’adozione del “piano straordinario per la rigenerazione olivicola in Puglia, nonché la definizione dei criteri e della modalità per l’attuazione degli interventi previsti”. Si tratta del cosiddetto decreto anti Xylella che recepisce il piano straordinario per la rigenerazioni degli ulivi nelle zone colpite dall’epidemia e che mette a disposizione, per il prossimo biennio, risorse complessive per 300 milioni di euro. Lo ha reso noto in queste ore il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, attraverso una nota dell’ufficio stampa del dicastero. E sulla decisione è arrivato da subito l’apprezzamento anche da parte di Coldiretti Puglia.

Un provvedimento atteso e annunciato da tempo per contribuire al rilancio dell'agricoltura pugliese e salentina e sostenere la rigenerazione concreta delle zone colpite da xylella, come avevano da più parti sollecitato le associazioni di categoria del comparto agricolo, e sospinto da ministero dell’Agricoltura retto dalla salentina Teresa Bellanova. Via libera quindi al decreto che istituisce anche un fondo apposito, con una dotazione di 150 milioni per ciascuno per il 2020 e il 2021 e nell'esprimere parere favorevole la conferenza Stato-Regioni ha osservato come la Regione Puglia dovrà anche prevedere un'integrazione a sostegno delle imprese per il ristoro dei danni subiti a compensazione delle risorse che il decreto distoglie da tali finalità.

Un piano per la rigenerazione soprattutto nel Salento che trova il favore di Coldiretti anche per la disponibilità di maggiori risorse all’orizzonte, destinate agli olivicoltori, grazie agli interventi compensativi sulle calamità naturali e con il raddoppio dei fondi a disposizione dei frantoi per consentire una adeguata ripartenza degli operatori del settore. “Ora tocca alla Regione Puglia fare la propria parte, recuperando tutti i ritardi accumulati in sei anni. Sia sulla pratiche per la calamità naturale che per la misura 5.2 del Programma di sviluppo rurale ci vorrà la massima semplificazione e una macchina burocratica regionale snella e veloce che consenta agli agricoltori di ricostruire il proprio futuro imprenditoriale” commenta il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, che ribadisce anche l’importanza “di una spesa di fondi oculata con una governance pressante a regia ministeriale”.

Nel Salento secondo i rilievi di Coldiretti gli agricoltori sono senza reddito da sei anni, si contano milioni di ulivi secchi, i frantoi sono stati svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia e sono andati persi 5 mila posti di lavoro nella filiera dell’olio extravergine di oliva con un trend che rischia di diventare irreversibile. “I ritardi nella gestione del Programma di sviluppo rurale hanno come effetto che i rimpianti stanno procedendo col contagocce” lamenta il presidente di Coldiretti, “tempi celeri e determinazione sono i due imperativi assoluti perché anni di errori, incertezze e scaricabarile hanno creato in provincia di Lecce il disastro colposo che è sotto gli occhi di tutti. L’avanzata della malattia ha lasciato 21 milioni di ulivi secchi dietro di sé. Man mano che la xylella avanzava sul territorio spostandosi verso nord a una velocità di più due chilometri al mese con conseguenze economiche, produttive, occupazionali e sociali si è creato un danno stimato di 1,6 miliardi di euro. Resta quindi la vitale necessità di liberalizzare tutte le pratiche agronomiche” conclude Muraglia, “non condizionando i reimpianti alle sole specie olivicole resistenti per non vanificare progettualità e finanziamenti per la diversificazione delle filiere”.

Bellanova: “Rigenerazione, finalmente si parte”

"Il Piano per la rigenerazione olivicola della Puglia, costruito insieme agli agricoltori e all'intero settore e pienamente condiviso dai ministeri coinvolti, Mise e Sud, oggi ha finalmente avuto il via libera dalla conferenza Stato-Regioni” commenta il ministro Teresa Bellanova, “con a disposizione 300 milioni di euro per garantire la ripresa e lo sviluppo di un segmento strategico dell’economia, che in questi anni è stato messo a dura prova dall’avanzare del batterio”.

Secondo il ministro dell’Agricoltura che ha lavorato per la risoluzione della questione ora “per garantire la ripresa c’è bisogno di imprese agricole che investano, che possano fare i reimpianti, piantare altre colture, lavorare in ottica di territorio con imprese di trasformazione e commercializzazione. Indennizzi, investimenti, ricerca: sono queste le parole d’ordine della strategia del Piano” conclude Teresa Bellanova, “una strategia che da oggi è finalmente al servizio del territorio, degli agricoltori e dei cittadini”

Fitto: “Merito del ministro, ma temo gestione della Regione”  

L’europarlamentare Raffaele Fitto rende merito al ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova di aver dato l’accelerata decisiva all’approvazione del decreto xylella e allo sblocco delle risorse destinate all’olivicoltura pugliese. Ma nel contempo l’esponente di Fratelli d’Italia non nasconde una forte preoccupazione pere la gestione dei trecento milioni di euro, messi a disposizione dalla misura governativa, da parte della Regione Puglia. Nel contempo ribadisce la necessità di un progetto di ricostruzione del territorio salentino devastato dal batterio che coinvolga non solo l’agricoltura, ma tutte le altre attività economiche.

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“I milioni sono sempre quelli: 150 per il 2020 e 150 per il 2021, ma ora sono certi visto che la conferenza Stato Regioni ha dato il parere favorevole al Piano straordinario per la rigenerazione olivicola in Puglia, previsto con decreto del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con i ministri per il Sud e dello Sviluppo economico” commenta Fitto, “di ciò dobbiamo dare merito all’accelerata impressa dalla ministra Teresa Bellanova, che aveva assunto questo impegno come prioritario. Resta, però, un problema serio” lamenta il politico salentino, “la stragrande maggioranza di queste risorse, specie quelle destinate al ripristino della capacità produttiva, dovranno essere gestite dalla Regione e in modo particolare da quell’assessorato all’Agricoltura, che si è dimostrato totalmente incapace, inadeguato e irresponsabile sulla materia. Insomma, non c’è da star tranquilli, basti pensare a cosa è accaduto con i fondi europei del Psr un disimpegno di 86 milioni di euro”.

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