Decreto Martina, arriva il no anche dal Comune di Galatone. “Contrari all’uso dei pesticidi”

Il sindaco Filoni e la giunta hanno espresso la propria contrarietà al decreto del ministro per la lotta al vettore della xylella. Adesione anche al ricorso al Tar

Un olivo (Foto di repertorio)

GALATONE - Dopo la controffensiva segnata a colpi di ordinanze a partire da Nardò, Nociglia e Muro Leccese anche il Comune di Galatone, con una delibera approvata oggi, ha espresso la propria contrarietà al decreto Martina, aderendo all’iniziativa giudiziaria che vede coinvolti altri enti. Il decreto contestato è quello con cui il ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina ha imposto, dallo scorso 6 aprile, l’obbligo dei pesticidi per contrastare la lotta al vettore della xylella fastidiosa. Una disposizione contro la quale in diversi comuni salentini si sono levate le proteste del mondo agricolo, delle associazioni di categoria, delle amministrazioni locali, dell’ordine dei medici e di molti altri organismi. La protesta dei sindaci “disobbedienti” continua ad allargarsi a macchia d’olio, sarebbe proprio il caso di dire, mentre nel capoluogo salentino il sindaco Carlo Salvemini ha motivato la sua scelta di non firmare un’ordinanza per vietare l’uso dei fitofarmaci e di non impugnare, con ricorso al Tar, il decreto sulle misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione della xylella fastidiosa.       

Per il sindaco di Galatone, Flavio Filoni e l’amministrazione comunale galatea, invece, il decreto in questione appare in contrasto con quanto previsto dallo stesso ministero nel “Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” introdotto con il decreto del 22 gennaio 2014 e che stabilisce che “ai fini della tutela della salute e della sicurezza pubblica è necessario ridurre l’uso dei prodotti fitosanitari o dei rischi connessi al loro utilizzo nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, ricorrendo a mezzi alternativi, meccanici, fisici, biologici”. Partendo da tali presupposti la giunta comunale di Galatone ha deciso, a scopo cautelativo e in via precauzionale, di avallare la controffensiva con l’uso in agricoltura pesticidi e prodotti fitosanitari estranei alle normali prassi agricole, quindi nei modi e nelle forme previste dal decreto.IMG-20180515-WA0001-2

“La stessa autorità europea per la sicurezza alimentare” spiega nel dettaglio il sindaco Filoni, “aveva concluso che la maggior parte dei modi in cui i pesticidi neonicotinoidi vengono usati rappresenta un rischio per le api selvatiche e quelle mellifere. Conclusione che poi ha comportato la messa al bando di tre neonicotonoidi e il 27 aprile scorso i paesi membri dell’Unione europea hanno approvato la richiesta della commissione di porre fine all’utilizzo nei campi all’aperto dei tre neonicotinoidi nocivi a partire dalla fine del 2018, consentendone l’uso solo in serra. Non si vede quindi” evidenzia il primo cittadino, “come alcuni di questi neonicotinoidi siano inseriti nel decreto nell'elenco dei pesticidi-insetticidi da usare per la lotta alla philaenus spumarmi”. Alla luce di tutto questo l’amministrazione comunale comunica di aver scelto un criterio di prevalenza e di precauzione per la salute pubblica. “Ogni contrario richiamo alla ragion di stato non può essere anteposto a tale criterio primario” conclude Filoni, “nel frattempo si spera che il ministero voglia evitare scontri giudiziari che non agevolano il serio dibattito democratico con le comunità locali”. L’auspicio quindi è quello di una presa d’atto del ministro e di un ritiro responsabile delle norme sull’obbligo dei pesticidi contenute nel decreto.

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Commenti (6)

  • ottima la decisione del sindaco di Galatone, come quella precedente dei sindaci di NArdò,Nociglia e Muro Leccese. ci si augura che velocemente altri aderiscano, perché a quanto pare solo noi salentini possiamo e vogliamo difendere la nostra terra. nessun altro!a partire dal governo( ormai non più in carica, quindi quel decreto martina può e deve tranquillamente essere abrogato dal governo che sta per entrare) nè tantomeno dalla regione bari che, per bocca dell'assessore alle risorse agricole chiede al governo ( scaduto) di bypassare i ricorsi dei sindaci salentini contro i pesticidi e di fare( sempre da un governo non più in carica) un decreto per poter abbattere tutti gli alberi che vogliono...tutto questo per cercare di risparmiare gli alberi di ulivo della provincia di bari ( l'unica che la regione abbia a cuore...)di gioia, come emiliano sono due personaggi pericolosi e ridicoli! un danno per il Salento!continuate sindaci a fare ricorsi e fregatevene della regione che per il Salento é solo un danno!

  • Tutte queste ordinanze comunali non hanno alcun valore giuridico e sono del tutto improduttive di effetti: un atto amministrativo comunale non può in nessun modo derogare ad una disposizione legislativa. Semplice gerarchia delle fonti. Anche una matricola di giurisprudenza lo sa. Comunque, spiegatemi una cosa: da quattro anni a questa parte, l'eradicazione no, il cuscinetto tra la zona endemica e quella sana no, i pesticidi no e intanto tutti gli ulivi sono morti. Ci rimangono solo le novene a S. Oronzo come nel seicento e alla fine bruciare tutti gli alberi ormai scheletriti (però, vuoi mettere che divertimento con tutte le polemiche tra grillini noatutto, ambientalisti attendisti, agricoltori, sapienti da tastiera, ministri, sindaci e paladini della decrescita infelice

  • Ogni scelta contempla un confitto di interessi. Da una parte alberi secolari che sono stati da sempre non solo fonte di ricchezza, ma anche immagine di sobrietà, bellezza, tradizione del salento, dall'altra l'uso di componenti chimici che nuocciono alla salute. In questo momento, ritengo, non si può essere assolutisti e categorici. Vi è un patrimonio da salvare e non sarà certamente l'uso di qualche componente chimico, naturalmente usato sotto stretto controllo, a minare la salute dei salentini. Prima di assumere certe scelte i nostri politici dovrebbero informare i cittadini sui pro e contro della scelta e dopo aver chiesto il loro parere, decidere conseguentemente. Non si va dietro al primo politico in cerca di popolarità, facendone pagare il prezzo ai cittadini. Sarebbe ora di fare un po' di chiarezza sull'argomento, attribuendo le responsabilità a tutti quei politici, di destra, centro e sinistra, che hanno governato nell'ultimo decennio l'intero salento e a quei burocrati degli enti locali che sono stati inerti.

  • l'olio con insetticida non è l'elisir di lunga giovinezza tanto per intenderci . serve a niente

  • Bravi Sindaci, è un provvedimento intempestivo, quindi inutile e per lo più dannoso. P.s. conviene solo alle multinazionali della chimica, per le quali rappresenta un grosso affare!

    • Ho gia' detto che voi volete la botte piena e la moglie ubriaca o viceversa ! Quando poi l'europa ci obbligherà' a tagliare tutto a raso, del territorio restera' solo il ricordo . Questo no, quello neanche quell'altro nemmeno . Mettetevi d'accordo con la testa che state rovinando il Salento coi vostri no a tutto e non solo a questo !

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