Delusione per la vertenza Tessitura del Salento Industriale: restano in piedi gli esuberi

Nulla di fatto a Bari. I sindacati insoddisfatti del piano industriale; pochi gli spiragli occupazionali che si aprono per circa 40 dipendenti. Si guarda alla cassa integrazione

In foto: l'incontro tra sindacati e azienda a Bari

MELPIGNANO – Un incontro deludente, per i segretari sindacali. Da tutti i punti di vista. Non si sembrano aprirsi spiragli occupazionali per i circa 40/ 45 lavoratori della Tessitura del Salento Industriale che ormai aspirano ad usufruire di un altro anno della cassa integrazione guadagni straordinaria per contratto di solidarietà.

L'azienda tessile di Melpignano ha confermato oggi, nella sede della presidenza della giunta regionale, l'ipotesi dei circa 40 esuberi già annunciati, su una platea di 113 dipendenti. La vertenza è sbarcata sul tavolo del Comitato monitoraggio Sepac (Sistema economico produttivo ed aree di crisi) ma è giunta ad un punto morto.

L'esito di quest'incontro è stato giudicato “insoddisfacente” dai sindacalisti di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.

L'opificio ha intatto presentato il piano industriale valido per gli anni dal 2019 al 2021 che però non tiene dentro l'intera forza lavoro. E chi si aspettava la presentazione di iniziative industriali volte a dare un nuovo sbocco occupazionale ai dipendenti in esubero, magari all'interno del medesimo sito salentino, è rimasto parimenti deluso.

Il prossimo passaggio sarà quello di un nuovo incontro, fissato il 25 novembre, che porterà le parti ad un accordo da presentare al tavolo romano del ministero del Lavoro, il 3 dicembre.

Al tavolo, insieme alla task force regionale presieduta da Leo Caroli, erano presenti: l’ingegner Luca Peli per l’azienda; il segretario generale della Femca Cisl Puglia, Danilo Lozito; i segretari generali provinciali di Filctem Cgil Franco Giancane, di Femca Cisl Sergio Calò e di Uiltec Uil Fabiana Signore, il rappresentante di Confindustria, Angelo Costantini.

I livelli occupazionali potrebbero non essere completamente garantiti perché l'opificio si ritiene sovradimensionato rispetto alle richieste del mercato di riferimento. L’azienda, riferiscono i sindacati, avrebbe intenzione di contrastare la forte riduzione del fatturato attesa nel 2020, intervenendo sul costo del personale. Il piano industriale ipotizza, nel 2021, un nuovo equilibrio economico e finanziario con un organico a regime di 68-73 unità.

La soluzione tampone passerà, quindi, dai i 12 mesi di integrazione salariare straordinaria, garantiti dal ricorso agli ammortizzatori sociali.

È bene ricordare che le preoccupazioni dei lavoratori non sono nuove. In aprile, infatti, i sindacati avevano proclamato uno sciopero per rivendicare le mensilità di stipendio arretrate. La svolta nella vertenza è arrivata con l'acquisto delle quote di Canepa Holding srl di Como, proprietaria dell'azienda di Melpignano, da parte di Michele Canepa, numero uno della Taroni Re.

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