“Carenze di personale nel carcere di Lecce”. La dura denuncia dell’Osapp

Il sindacato autonomo della polizia penitenziaria evidenzia delle emergenze che riguardano anche le imminenti novità in materia carceraria

Il carcere di Lecce

LECCE – Nuova denuncia da parte dell’Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria. “Gravissime carenze di organico e insostenibili condizioni di lavoro del personale”. Queste le parole dei portavoce di Osapp, i quali evidenziano disagi del Nucleo operativo traduzioni e piantonamenti. Stando a quanto segnalato dai referenti sindacali, il personale di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Borgo San Nicola effettua mediamente dalle 25 alle 40 ore mensili di straordinario e i turni sarebbero “anticipati” di due, tre ore tanto da determinare il ricorso agli straordinari. Anche il personale dei servizi non operativi o cosiddetti “cariche fisse” effettuerebbero prestazioni straordinarie pressoché di pari entità del personale dei servizi a turno.

“Entro il prossimo autunno si provvederà all’apertura di un nuovo padiglione detentivo per almeno 200 detenuti ed il cui funzionamento richiede le disponibilità di ulteriori 70 addetti”. Dichiarano dall’Osapp.   I quali poi proseguono: “Sempre entro il prossimo autunno entrerà in funzione la struttura del già istituto penale per minorenni in località “Monteroni” il cui funzionamento presuppone una ulteriore aliquota di addetti del corpo provenienti dalla casa circondariale ed in numero non inferiore ai 30 o 50 addetti”. Nel frattempo, si apprende dalla nota inviata alla stampa, accanto all’istituto penitenziario, si è provveduto anche all’apertura di una struttura per detenuti affetti da disturbi psichici e, anche per questa novità, per l’Osapp, ci si servirebbe di altri 20 o 30 agenti in servizio in carcere.

“Il prossimo 10 settembre – aggiungono-  30 appartenenti alla polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Lecce, di cui l’80 per cento agenti-assistenti andranno a frequentare il corso di formazione di vice ispettore della durata effettiva di oltre 6 mesi e senza poter essere in alcun modo reimpiegati a Lecce”. Un elemento che preoccupa i portavoce dell’organizzazione sindacale.

“Nel merito, peraltro, specifiche responsabilità si devono necessariamente individuare, da un lato, nell’attuale provveditore regionale della Puglia, Carmelo Cantone che con molta probabilità non ha “calcato la mano” più di tanto nelle segnalazioni verso l’amministrazione penitenziaria centrale rispetto alle reali condizioni del più grande istituto penitenziario della Puglia. E, d’altro canto, nell’attuale direttore generale del personale e delle risorse Pietro Buffa che in ragione della diminuzione dell’organico comunque esistente in virtù delle vigenti disposizioni di legge, non solo non avrebbe saputo distinguere tra le condizioni di un istituto di pena e l’altro nel praticare tagli esclusivamente lineari ma ha anche di fatto “penalizzato” rispetto agli istituti del Nord gli istituti del Sud tra i quali quello di Lecce”, dichiarano.

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