Ecotassa, anche per il 2015 i Comuni sono creditori della Regione

Il Tar di Lecce conferma la sentenza relativa al 2014, sulla quale pende ricorso davanti al Consiglio di Stato. In ballo ci sono circa 15 milioni di euro

La sede del Tar Lecce.

LECCE – La questione dell’ecotassa, che i Comuni avrebbero versato in misura maggiore del dovuto, è oramai prossima alla prova della verità, quella del Consiglio di Stato che si esprimerà a marzo sul ricorso promosso dalla Regione Puglia contro la sentenza del Tar di Lecce che, per il 2014, aveva dato ragione ai 74 municipi ricorrenti.

In attesa del pronunciamento dei giudici di Palazzo Spada, ne è arrivato intanto un altro del Tar, relativo questa volta al 2015, sul ricorso proposto da 62 Comuni, tra cui quello capoluogo. In conseguenza di questa seconda decisione, che conferma la prima, le amministrazioni interessate possono portare in detrazione le somme versate in eccesso, per un totale di circa 3 milioni di euro che diventano 15 considerando il fatto che il contenzioso riguarda il periodo dal 2014 al 2018.

Dal punto vista tecnico il nodo è rappresentato dalla legge regionale del 2011 che prevede l’applicazione della tariffa massima per tonnellata di rifiuti conferita in discarica nel caso in cui un comune non raggiunga la soglia prevista per la raccolta differenziata.

Già nella sua prima sentenza, quella del febbraio scorso, il Tar aveva accolto le ragioni esposte dall’avvocato Luigi Quinto per conto delle amministrazioni che si rifacevano alla legge nazionale istituiva dell’ecotassa, quella del 1995. Se il trattamento dei materiali negli appositi centri prima del conferimento riduce comunque la quantità finale dei rifiuti portati in discarica, i Comuni hanno diritto al pagamento della tariffa minima, pari di 5 euro e 16 centesimi per tonnellata.

I giudici amministrativi, già nel 2015, avevano investito della questione anche la Corte Costituzionale che nel 2017 ha cassato la legge regionale. Se a marzo il Consiglio di Stato dovesse confermare il giudizio di primo grado, la partita sarà chiusa e i Comuni potranno definitivamente detrarre le somme in eccesso.

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