Esclusi dal concorso per poliziotti: "Un emendamento ha cambiato i requisiti"

Tra questi, molti salentini si sono rivolti al tribunale: "Tagliati fuori molti giovani dai 26 anni in poi. Nel limbo dell'idoneità con riserva, vogliamo accedere ai corsi"

Foto di repertorio: la questura di Lecce

Lecce – Sono centinaia in tutta Italia, tra questi si contano numerosi salentini. E promettono battaglia legale per ottenere il posto da "allievo agente" della polizia di Stato, dopo aver partecipato al concorso bandito nel 2017.

Ritengono di essere stati discriminati e puntano il dito contro una legge che, due anni dopo, “ha modificato i requisiti indicati nel bando”, lasciando a casa molti giovani dai 26 anni in poi.

La questione giuridica è complessa e per l'udienza di merito, dopo i vari passaggi al Tar del Lazio, bisognerà attendere il 2020. Ma intanto loro non mollano e chiedono di essere regolarizzati per iniziare il corso di formazione professionale ed essere assunti.

La storia del concorso

Nel maggio 2017 sono stati banditi i concorsi per reclutare, complessivamente, mille 148 allievi agenti della polizia di Stato. Tra i vari requisiti comparivano il possesso delle diploma di scuola secondaria di 1° grado (o equipollente) e un'età compresa tra i 18 anni e i 30 non compiuti.

Quando sono state approvate le graduatorie, i candidati hanno svolto  le prove di efficienza psico-fisica e attitudinali, mediante le quali sono stati selezionati i vincitori di concorso. Una parte di idonei, 459 in tutto, è stata dichiarata “non vincitrice di concorso” in quanto non rientrava nel numero di assunzioni prestabilito stabilito di assunzioni.

Nel gennaio 2019, però, in occasione della discussione degli emendamenti al "decreto semplificazione" in Senato, la Lega ha presentato un emendamento riguardante il suddetto concorso. È stato così autorizzato lo scorrimento della graduatoria della prova scritta del concorso per gli allievi agenti.

Ma, come raccontano i candidati che hanno presentato ricorso, “tramite l’emendamento sono sostanzialmente cambiati i requisiti indicati nel bando di concorso”.

“In questo modo hanno estromesso dalla graduatoria tutti quanti coloro che, alla data del 1° gennaio 2019, avessero compiuto i 26 anni e che non fossero in possesso di diploma di scuola di secondo grado – spiegano loro -. Ricordiamo che il bando di concorso prevedeva il limite dei 30 anni non compiuti e il possesso di licenza media come titolo di studio”. Il decreto è stato approvato e convertito in legge.

Da maggio a luglio 2019, hanno iniziato a svolgersi le operazioni per l’accertamento dell’efficienza fisica e gli accertamenti dell’idoneità fisica, psichica e attitudinale.

Gli “esclusi” hanno presentato un primo ricorso e il Tar del Lazio ha disposto l’ammissione con riserva dei ricorrenti all’espletamento delle prove. L'udienza di merito è stata fissata nell'aprile 2020.  

I candidati ricorrenti hanno partecipato alle parte alle prove di accertamento dei requisiti e 455 ragazzi sono risultati idonei con riserva. Ma lamentano di non essere stati avviati ai successivi corsi di formazione.

Ne è scaturita una guerra di carte bollate e nel mese di settembre 2019 il Tar del Lazio  ha accolto le istanze cautelari proposte, ammettendo i ricorrenti risultati idonei al corso di formazione e consigliando alla pubblica amministrazione di inserirli in un corso ordinario successivo, o di attivare un nuovo corso ad hoc.

“Tale condizione ci mette in una situazione di incertezza – lamentano loro - poiché pur essendo idonei non siamo sicuri di poter essere ammessi al corso di formazione. Chiediamo che la nostra posizione sia regolarizzata per poter diventare agenti di polizia”.

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