Fase 2 anche sul litorale di Porto Cesareo: nuova ordinanza per l’attracco nel porto

Varata dalla capitaneria la nuova regolamentazione per la disciplina della navigazione e la messa in sicurezza delle rade di Ponente e Levante. Il provvedimento segue l’attività di bonifica degli attracchi abusivi

PORTO CESAREO - Varata la nuova regolamentazione per l’area portuale di Porto Cesareo che consentirà, già dal prossimo 1° di giugno, di garantire nuovi margini di sicurezza e di tutela ambientale grazie alla riconfigurazione delle aree demaniali di pertinenza delle rade di Ponente e Levante e alla nuova disciplina impartita per la navigazione nell’insenatura naturale. La nuova normativa è contemplata nella nuova ordinanza sottoscritta dal comandante della capitaneria di porto di Gallipoli, Enrico Macrì, che rende ora esecutivo il regolamento del porto naturale di Porto Cesareo messo in auge a seguito della concertazione avviata dall’autorità marittima con il Comune di Porto Cesareo, il consorzio di gestione dell’Area marina protetta, le cooperative della pesca e le associazioni  e i sodalizi nautici del territorio.

La nuova ordinanza (scarica qui) rappresenta il secondo passo fondamentale dell’azione di riorganizzazione delle aree demaniali marittime avviata nei messi scorso dal comando della guardia costiera di Gallipoli e che proprio lungo il litorale cesarino era stata preceduta dall’attività di pulizia e rimozione di numerosissimi relitti, rifiuti di ogni genere, gavitelli, corpi morti e catenarie che per decenni sono stati abusivamente posizionati, in maniera incontrollata, sui fondali della baia portuale e del litorale. Attività avviata all’indomani della mareggiata tra il 12 e 13 novembre scorsi e che ha visto impegnato il personale della capitaneria di porto di Gallipoli in collaborazione con il personale dell’Ufficio locale marittimo di Torre Cesarea, del Comune, dell’Area marina protetta e con l’intervento degli specialisti del nucleo sommozzatori della guardia costiera di San Benedetto del Tronto.

In quel frangente, dopo soli dieci giorni di attività, furono rimossi circa 120 blocchi di cemento, 24 unità affondate e 85 punti abusivi di ormeggio, alcuni anche di notevoli dimensioni. Dopo la bonifica è ora il tempo nelle nuove regole da seguire nell’ambito della zona portuale. In generale il provvedimento prevede le regole da osservare nelle aree demaniali marittime ricomprese, l’individuazione a mare di specchi acquei per lo stazionamento all’ancora (almeno sin tanto che non saranno emanati i previsti provvedimenti autorizzativi), delle unità navali, l’individuazione di tre corridoi di transito all’interno dei quali le imbarcazioni in ingesso, o  in uscita, dalle rade dovranno navigare e la destinazione degli spazi disponibili in banchina per le varie tipologie di unità navali.

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Al termine dell’operazione di completa riorganizzazione seguirà anche una fase 3, in occasione della quale si provvederà alla pulizia e rimozione completa di quanto è stato abusivamente collocato in mare ed a terra, in violazione delle vigenti normative ed a deturpamento o aggressione dell’ambiente marino e dei pregevoli habitat naturali delle aree demaniali marittime delle rade di Ponente e di Levante del porto naturale.  

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