Guerra fra "campanili" post fusione: tra i due santi, commissario sceglie la terza via

Il commissario che amministra la neo cittadina Presicce-Acquarica ha deciso: si cambia. Né il giorno di San Carlo, né quello di Sant’Andrea: la festa civile sarà il 16 dicembre

La statua di Sant'Andrea, nel centro di Presicce.

PRESICCE-ACQUARICA – La vicinanza sancita del referendum (divenuta istituzionale, non più solo geografica), che ha fuso le due comunità di Presicce e Acquarica del Capo in un’unica cittadina, si è inceppata per un istante. Come l’elastico di uno yoyo, la nuova vita amministrativa procede tra la pace ritrovata e nuove polemiche. Gli animi delle due comunità del Capo di Leuca si sono infatti riaccese sull’argomento "festa patronale". Non tanto per un appiglio pretestuoso legato all’identità, quanto per la necessita di una scelta concreta: la data della festa patronale, quella in cui scuole e uffici vengono chiusi al pubblico. Mentre Acquarica del Capo festeggia il “suo” San Carlo il 4 novembre (anche se le cerimonie slittano sempre alla settimana successiva), gli abitanti di “Fu Presicce” omaggiano Sant’Andrea, tra il 29 (con la consueta “focareddha”) e il 30 novembre. Due date ravvicin1-29-34ate sulle quali bisognava però trovare un accordo.

Non essendoci all’orizzonte spiragli per convergere su un giorno, è intervenuto il commissario prefettizio alla guida (provvisoria) della nuova cittadina: Claudio Sergi, insediatosi lo scorso 15 maggio fino al giorno delle prossime elezioni. Il funzionario della prefettura, non essendoci peraltro una normativa che disciplina le festività in caso di fusione, ha optato per una sorta di “terza via”. Restano dunque le festività religiose, ma quella civile cambia data: uffici e istituti saranno dunque chiusi il 16 dicembre, anniversario del referendum. È infatti trascorso quasi un anno da quella storica domenica in cui i favorevoli alla fusione hanno determinato le sorti delle due comunità. Dopo gli entusiasmi e una tregua apparente,  nei giorni scorsi, lungo le vie del comune, sono stati affissi dei manifesti zeppi di critiche nei confronti dell’operato dell’attuale commissario. (In foto)

Una unanime levata di scudi sottoscritta da Pd, Movimento cinque stelle, Lega, InSIeme (Comitato per il Sì), Post 16 (il comitato per il No) e Realtà da vivere per chiedere che il commissario prefettizio non incida sull’indirizzo politico delle scelte amministrative. Questa volta, quindi, tutti concordi sul "No": no ad incarichi dirigenziali, no ad appalti nel lungo periodo o ad assegnazioni degli immobili di edilizia popolare. Stando al manifesto dal titolo “La fusione è per tutti, non per pochi”, l'invito è piuttosto alla ordinaria gestione della cittadina come manutenzione del sistema fognario, delle strade e implementazione dell'organico della polizia locale. Si preannuncia una primavera calda, nella neonata cittadina del Capo di Leuca che si prepara a una campagna elettorale “pirotecnica”, per restare in tema di feste patronali.

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