Secondo sciopero globale per il clima a Lecce: torna la ribellione “verde”

Centinaia di studenti, in mattinata, in Piazza Sant’Oronzo per il secondo appuntamento di “Fridays for future”

Un momento del ritrovo in centro a Lecce.

LECCE – Torna la ribellione “verde” fra gli studenti d’Italia: secondo appuntamento per “Fridays for future”, lo sciopero mondiale per il clima, lanciato a livello globale dalla ragzzina svedese, Greta Thunberg. Circa 200 studenti si sono dati appuntamento, dopo il successo della manifestazione di marzo, a Porta Napoli. Si sono ritrovati alle 9, ma il corteo non è mai potuto partire per un disguido organizzativo con la questura: l’autorizzazione non è stata lasciata perché troppo a ridosso dell’evento e agli studenti non è rimasto che raggiungere autonomamente Piazza Sant’Oronzo.

Tutti seduti in cerchio, sull’Ovale della lupa, hanno seguito i vari interventi da parte degli stessi studenti, docenti e dei componenti del “Fridays for future” di Lecce e anche di Brindisi. Purtroppo, a differenza del maxi corteo di marzo, che ha visto migliaia di giovani e anche bambini comporre una fiumana nel centro storico, questa mattina i partecipanti erano in numero decisamente inferiore. “Non che sia calato l’entusiamo”, ci tengono a sottolineare. È che in tanti si trovano in gita scolastica, altri hanno la preparazione in vista degli esami di maturità e una buona parte, infine, è alle prese con le ultime interrogazioni e compiti in classe prima della chiusura dell’anno scolastico.

Il video: tutti in cerchio per discutere delle emergenze ambientali

Fino a mezzogiorno striscioni e cartelloni sono sventolati davanti ai passanti: tutti con slogan ambientalisti e dai contenuti di forte apprensone per le condizioni climatiche e per l’ecosistema. Dandosi inoltre appuntamento per un altro maxi evento: a fine settembre. Sebbene, nel resto d'Italia,

“Oggi tutto il mondo della scuola è in mobilitazione per pretendere risposte da un governo repressivo che calpesta il nostro diritto al futuro, gli studenti continuano a prendere parola senza cedere davanti a minacce e sanzioni. Da tutte le piazze di oggi continueremo a esprimere solidarietà alla professoressa Rosa Maria, la cui assurda sospensione è stata finalmente ritirata dopo che in tutto il Paese studenti e docenti si sono mobilitati. La libertà di espressione e di insegnamento non possono essere messe in discussione: le scuole libere sono quelle in cui  si possono mettere in crisi le politiche dei Governi, dai disastri ambientali ai diritti negati, senza incorrere nella repressione”, hanno dichiarato i componenti dell’Unione degli studenti di Nardò, Lecce e del coordinamento Link.

All’interno di una nota, divulgata a mezzo stampa, hanno  aggiunto: “Dopo aver chiesto ai vari Atenei italiani di prendere posizione contro il cambiamento climatico, attraverso il nostro appello https://bit.ly/2VZIYYz, oggi saremo in tutte le piazze ialiane con la comunità accademica per richiedere risposte certe su una questione così urgente. Non possiamo rimanere immobili mentre viene messo a rischio il nostro futuro. Le Università tornino ad essere i presidi di democrazia da cui ripartire per invertire la rotta: ciò che si insegna e ciò che si ricerca all’interno dei nostri atenei deve essere in grado di mettere in discussione le scelte politiche passate e attuali e pensare una società differente, slegandosi da qualsiasi logica di profitto e sfruttamento. Si finanzi l’Università e una ricerca libera per poter immaginare un futuro desiderabile per tutte e tutti”.

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