Con il gioco e sempre a viso aperto: così il Lecce ha meritato il diritto di sognare

Partita per centrare quanto prima la permanenza in serie B, la squadra di Liverani sta regalando emozioni forti ai suoi tifosi. Domenica, contro il Brescia, la possibilità di rimettere tutto in gioco

LECCE - Sovvertendo i pronostici e le sensazioni della vigilia, il Lecce di Fabio Liverani – perché la squadra giallorossa ha impresso il marchio di fabbrica del suo allenatore – ha conquistato a Perugia una vittoria commovente che rilancia le ambizioni di promozione diretta in A e con esse l'entusiasmo di un ambiente che cova un'esplosione vulcanica dopo essersi forgiato nei gironi infernali della serie C.

Sulla carta la 34esima giornata sarebbe dovuta essere penalizzante in termini di classifica: con il Palermo impegnato in casa col Padova, ultimo in classifica, il timore era che il Lecce perdesse il passo dei rosanero e di conseguenza il secondo posto, anche perché chiamato ad affrontare un Perugia aggrappato all’ottavo posto e desideroso di migliorare la propria posizione in chiave play-off.

Le preannunciate assenze – quelle di Lucioni, Calderoni e Cosenza si sono aggiunte alle defezioni in difesa di Bovo e Fiamozzi – hanno costretto Liverani a varare una retroguardia sperimentale, praticamente d’emergenza: Venuti da destra a sinistra, Meccariello laterale, Riccardi e Marino al centro della difesa. Ed era proprio questa consapevolezza di precarietà ad alimentare cattivi presagi: difficile, onestamente, trovare qualcuno che alla vigilia fosse spavaldo e ottimista. Il calcio giocato si è incaricato però di smentire quello immaginato. Ogni tanto accade.

Dopo una prima mezzora di difficoltà, acuite dal terreno pesante e dal dinamismo dei padroni di casa, il Lecce si è assestato, al netto di qualche imprecisione di troppo. Prendendo le misure è venuto fuori secondo i tempi scanditi da Tachtsidis e per due volte, con Majer e Mancosu, ha sfiorato il gol al termine di azioni costruite proprio come piace a Liverani. Il vantaggio, siglato da La Mantia, è scaturito dall’esecuzione perfetta di uno schema: il virtuosismo di Petriccione dopo il calcio dalla bandierina ha innescato il perfetto sincronismo tra il cross di Falco e lo smarcamento dell’attaccante sul secondo palo. Cose che se la facesse una di quelle squadre mainstream tanto care ai circoletti delle trasmissioni sportive nazionali, farebbero il giro dei teleschermi.

Il pareggio quasi immediato del Perugia ha sì rivelato quella precarietà di cui si diceva, ma non ha indebolito le convinzioni del Lecce che, nella ripresa, ha approfittato del fisiologico calo di ritmo per imporre il suo fraseggio e ritrovare il vantaggio con un tiro perfetto di Falco. All’infortunio di Marino, ennesima complicazione di una settimana già difficile, il tecnico Liverani ha risposto con un l’inserimento di Arrigoni e il cambio di modulo, con l’adattamento di capitan Mancosu nelle vesti di laterale per un 5-3-2 a quel punto necessario. Il Perugia ci ha provato e  avrebbe potuto pareggiare, ma Vigorito si è incaricato di mettere anche la sua firma sull’impresa e regalare al Lecce la vittoria.

Lo scenario che si era prefigurato alla vigilia è stato dunque modificato, e di molto, dopo il 90’. I tre punti dei giallorossi e il pareggio interno del Palermo rendono la sfida di domenica prossima al Brescia ancora più decisiva in chiave di promozione diretta: vincendo, le rondinelle sarebbero matematicamente in A, ma se il successo fosse del Lecce allora si riaprirebbe anche il discorso relativo al primo posto. Sebbene i salentini debbano disputare ancora tre partite contro le quattro delle avversarie, il calendario non autorizza facili calcoli: né i lombardi né il Palermo si possono permettere passi falsi e del resto anche il Benevento può ancora dire la sua, almeno per il terzo posto che, in chiave play off, da qualche garanzia in più. L’unico ragionamento possibile è dunque quello graduale, di domenica in domenica: tutto può ancora accadere.

Per una squadra che era stata costruita per guadagnarsi la salvezza, si tratta di un sogno a occhi aperti in pieno svolgimento ed è giusto celebrarlo senza troppe scaramanzie: il Lecce gioca un calcio davvero bello (sicuramente il migliore della serie B, ma con pochi eguali in Europa) e prova sempre a fare la partita, al di là delle emergenze, degli avversari, delle condizioni del terreno: qualche volta ha pagato dazio, molte altre ha centrato l'obiettivo. È una squadra che produce risultati passando dalle prestazioni, perché è nel collettivo che risiede la sua vera forza e la capacità di colmare il gap con organici più strutturati fisicamente e qualitativamente. Anche il match del "Renato Curi" lo ha dimostrato.

Il Lecce di Liverani si è meritato dunque di poter scrivere il capitolo più importante di questo già indimenticabile campionato davanti al proprio pubblico, contro una autentica corazzata: l’entusiasmo dei tifosi salentini è giustificato e tangibile, la corsa al biglietto dopo la vittoria a Perugia è diventata esasperata. Al proposito il club di via Costadura ha comunicato che non ci saranno biglietti omaggio né ingressi di favore. Domenica sera è quindi molto probabile che si raggiunga il tetto dei 25mila spettatori, grazie all’aumento della capienza del Via del Mare deciso la scorsa settimana. Dietro Mancosu e compagni ci sarà davvero un'intera città.

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