"Giù le mani dal turismo": il grido d'allarme di balneari, imprenditori e cittadini

Numerose associazioni protesteranno in piazza Palio per richiedere politiche di sostegno ai lavoratori del comparto ed un potenziamento dei trasporti. Consegnato un documento al prefetto

Una recente protesta per i pontili di Otranto.

LECCE – Se c'è una certezza, è quella che il Salento vive di turismo ormai. Il lento ed inesorabile declino dell'industria e la stagnazione degli altri comparti hanno aperto un vuoto che solo l'imprenditoria balneare sta cercando di colmare. Generando un indotto che è l'àncora di salvezza del territorio.

Chi lavora nel settore, però, ha intenzione di ribadire la centralità e l'importanza del proprio ruolo. E vuole richiamare l'attenzione dei decisori politici sulla necessità di dare spinta e sostegno al comparto.

É questo lo scopo della manifestazione che si terrà nel pomeriggio in piazza Palio a Lecce, organizzata da balneari, commercianti, agricoltori, pescatori, artigiani, imprenditori di vari settori e tantissimi cittadini. E sostenuta da diverse realtà associative: il Comitato pontili Otranto, I Love San Cataldo, Federbalneari Salento, Circolo nautico San Cataldo, Unione coltivatori italiani, CasAmbulanti, Confimprese Salento, Cna Balneatori, Partite iva nazionali, Unione commercio imprese per le Città-Puglia e Assopam.

“Tutti insieme al grido di 'destinazione Salento' torneremo ad incalzare sui detrattori dello sviluppo economico e sociale della nostra terra – hanno annunciato gli organizzatori -. Il Salento vive grazie al tessuto imprenditoriale che ne alimenta il settore principe: quello turistico. Mortificare le ambizioni e il lavoro dei protagonisti significa decretare la morte di un Salento già carente di infrastrutture e vie di comunicazione adeguate agli standard nazionali”.

“Significa, dunque, non riconoscere l’impegno e la passione di chi ha scelto di rimboccarsi le maniche, contribuendo al benessere e all’appeal di un paradiso terrestre che rischia di essere schiacciato dalla burocrazia, dai dogmi, da leggi regionali”, hanno spiegato.

In prima fila, nella manifestazione, il Movimento nazionale delle partite iva che ha denunciato “l’aberrante discrasia sulle politiche di gestione del territorio pugliese”, per usare le parole della presidentessa nazionale Alessia Ruggeri.

“Da una parte abbiamo Btm, Business tourism management, una delle più interessanti manifestazioni internazionali sul turismo che approderà a Lecce in piazza Palio, e dall'altra una rete ferroviaria ad alta velocità che si fermerà a Bari, decisione dei giorni scorsi”, ha aggiunto. Le decisioni politiche, in altre parole, sembrano viaggiare con una doppia e contraddittoria velocità.

Drammatica, poi, la situazione di quelle imprese (decine ormai) costrette a chiudere i battenti mentre, parallelamente, il Mezzogiorno continua ad essere abbandonato da giovani e meno giovani in cerca di fortuna altrove.

“È necessaria una manovra d'emergenza per il rilancio globale del Sud a partire dai collegamenti turistici, inefficaci perché inesistenti - ha chiosato Antonio Sorrento, vice presidente nazionale di Pin -. Come farlo? È semplice: incentivando la sopravvivenza delle attività commerciali, artigianali e turistiche ancora in vita mediante un'azione mirata volta allo sgravio delle imposte dirette ed indirette”.

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Il documento consegnato al prefetto

Prima della manifestazione, alle 12, una delegazione è stata ricevuta dal prefetto Maria Teresa Cucinotta per consegnare un documento nel quale sono elencati i principali detrattori di sviluppo del territorio. Le associazioni hanno messo nero su bianco alcune richieste. Una su tutte, quella di creare una rete di raccordo per risolvere le emergenze locali,  superando divisioni e conflitti.

Più nel dettaglio le associazioni di categoria hanno chiesto l'attivazione del “distretto turistico” già approvato nel 2015; la creazione di nuove e più semplici linee guida per la gestione delle  attività commerciali all’interno dei centri storici; la regolamentazione degli spazi commerciali esterni sui lungomare e nelle zone adiacenti la costa.

E ancora: la creazione di un protocollo per i lidi balneari ed il ripascimento dunale; linee guida chiare per per i porti turisti; ancora una volta hanno reclamato il potenziamento dei sistema di trasporti, dell’aeroporto di Brindisi e la metropolitana di superficie.

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Le altre richieste riguardano le esigenze delle imprese balneari e in particolare il rispetto della legge 145 del 2018; la gestione degli spazi esterni degli esercizi commerciali; lo sblocco dei lavori della darsena di San Cataldo; il mantenimento dei pontili; la semplificazione fiscale per gli ambulanti; la riduzione dei contributi versati dai datori di lavoro per i dipendenti; azioni di contrasto al lavoro sommerso e una ricognizione dei fondi europei rimasti inutilizzati.

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