La grandinata infierisce sui campi coltivati a verdure. Allarme di Coldiretti

L'associazione di categoria segnala gli effetti disastrosi delle precipitazioni delle scorse ore nella parte sud occidentale della provincia. Gianni Cantele: "Da rivedere fondo di solidarietà e assicurazioni"

La grandine depositata in abbondanza sul terreno.

LECCE – La prima vera ondata di maltempo è attesa per le giornate di martedì e mercoledì, ma l’incursione di un lembo di un’area di bassa pressione sul basso Salento e nella zona del Capo di Leuca ha provocato una grandinata con effetti disastrosi sui campi di verdure. Coldiretti Puglia lamenta per alcune aziende la distruzione della produzione di cavoli, broccoli, cime di rapa e anche di piantine di fragola, da poco messe a dimora.

Dal primo agosto, segnala l’associazione di categoria, in provincia di Lecce ci sono stati una mezza dozzina di nubifragi (Leverano, Lizzanello, Nardò, Galatina, Casarano e Ruffano), una tromba d’aria (Nardò), sette fenomeni che Coldiretti classifica come tornado (tra Galatina, Castrignano del Capo, Porto Cesareo, Melendugno, Otranto) e, nelle scorse ore, una prima grandinata. “Dal 10 ottobre in un mese nella nostra provincia sono stati registrati quattro tornado, due a Castrignano del Capo e due a Porto Cesareo – ha commentato Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce – in un territorio molto fragile, a cui servono interventi di manutenzione, difesa, risparmio e recupero delle acque, campagne di informazione ed educazione sull'uso corretto dell'acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico”.

 Secondo Cantele devono essere rivisti sia il meccanismo che presiede il funzionamento del Fondo di solidarietà nazionale deve essere aggiornato in base alla complessità, violenza e frequenza degli eventi, sia quello del sistema assicurativo “perché le polizze multirischio non coprono assolutamente le colture dagli eventi estremi che si stanno verificando a causa della tropicalizzazione del clima, oltre ad essere eccessivamente onerose. Anche i periodi in cui possono essere stipulate le polizze non sono più rispondenti alle necessità degli agricoltori”.

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