Il Tar “spegne” centrale biomentano a Monteroni. Respinto ricorso della società

I giudici hanno rigettato la richiesta della Par srl che aveva impugnato gli atti di rigetto delle autorizzazioni della Provincia e i pareri negativi dei Comuni dell’Union3 per la realizzazione dell’impianto di compostaggio

L'area dove doveva sorgere la centrale

MONTERONI - Arriva anche dal Tar di Lecce il blocco per la realizzazione dell’impianto di compostaggio da realizzare nella zona industriale di Monteroni lungo la direttrice per Carmiano. Dopo la camera di consiglio del maggio scorso è stata pubblicata questa mattina la sentenza dei giudici della terza sezione del Tar di Lecce, chiamati ad esprimersi sul ricorso presentato dalla società Par srl di Monteroni che aveva impugnato l’atto di diniego finale, disposto dal dirigente del Servizio tutela e valorizzazione ambiente della Provincia di Lecce, e dei pareri ostativi in conferenza dei servizi espressi principalmente dal Comune di Monteroni, dal  Comune di Carmiano, dal Consiglio dell’Unione dei Comuni Union 3 e dalla Asl di Lecce, che di fatto aveva impedito di procedere alla realizzazione di un impianto di digestione anaerobica e di compostaggio della frazione organica dei rifiuti speciali assimilati agli urbani (Forsu).

Si tratta dell’impianto di biometano che la società proponente aveva in animo di realizzare nella zona industriale di Monteroni e nelle vicinanze dei territori di Carmiano e Magliano, a poche decine di metri anche da case sparse e per il quale in questi anni si era costituito anche un Comitato civico “No Centrale” che si è costituito in giudizio, ad opponendum, nel procedimento amministrativo avviato dopo la presentazione del ricorso nel febbraio del 2017. Le richieste per il rilascio della valutazione di impatto ambientale e dell’autorizzazione integrata ambientale si erano concluse nel 2016 con un nulla di fatto, nonostante le integrazioni, le delucidazioni e i correttivi apportati al progetto, e dopo quattro riunioni della conferenza dei servizi. La Provincia aveva così deciso al termine della procedura e dopo un preavviso di diniego, di respingere il rilascio delle autorizzazioni. Da qui l’avvio del contenzioso giudiziario avviato dalla Par srl con il ricorso e l’impugnazione dinanzi al tribunale amministrativo.

Il Tar di Lecce, aderendo alle posizioni del Comune di Monteroni, difeso dall’avvocato Pietro Quinto, dell’Unione dei Comuni Union3 e del Comune di Carmiano, difesi dall’avocato Francesco Romano, e dal Comitato “No Centrale”, difeso dai legali Gabriele Garzia e Antonio Pacifico Nichil, ha rigetto il ricorso poiché l’impianto in progetto è stato considerato localizzato troppo vicino al centro abitato e, dunque, non rispettoso dei limiti minimi di distanza fissati dalle linee guida del Piano Regionale di Gestione dei rifiuti urbani. I giudici, secondo quanto riportano i legali delle amministrazioni comunali, hanno inoltre puntualizzato che “trattandosi di impianto che porta al recupero dei rifiuti, non potrà applicarsi la normativa meno restrittiva prevista per il semplice impianto di trattamento dei rifiuti” come riteneva invece la società ricorrente. Sulla scorta di tale pronunciamento viene quindi confermato il diniego espresso dagli enti interessati alla realizzazione della centrale e al momento è stata evitata la realizzazione di un impianto di compostaggio a ridosso delle abitazioni, all’interno dell’oasi di protezione “Zummari” e nei pressi di innumerevoli percorsi a vocazione naturalistica quali il velodromo degli Ulivi e il campo sportivo comunale nonché, a meno di due chilometri, secondo quanto evidenziato dagli oppositori al progetto, da una scuola per l’infanzia.               

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