Il presidente sul terminale del gasdotto: "Il governo imponga decreto per la Seveso"

I legali della Regione Puglia e dei Comuni hanno sollecitato gli autori della perizia che ha escluso l'applicabilità delle norme previste per il rischio di incidenti rilevanti

LECCE – Una impropria forzatura. Per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, la perizia degli esperti che ha escluso l’applicabilità della normativa Seveso al progetto del terminale dei gasdotti Tap e Snam, in agro di Melendugno, si fonda su una cultura industrialista che non tiene in debito conto l’impatto ambientale. Ma c’è di più: secondo il governatore “i periti stanno tentando di interpretare la legge al posto dei giudici”.

Emiliano, nel lasciare il palazzo di giustizia di Lecce, non è andato per il sottile e ha chiamato in causa il governo, in particolare i ministri Luigi Di Maio (Sviluppo Economico) e Sergio Costa (Ambiente) sollecitandoli a intervenire: “Così come fatto per la questione delle trivelle in mare, possono fare un decreto e pretendere da Tap che si segua l’iter previsto della normativa Seveso, il che significa procedere ad una nuova valutazione di impatto ambientale”.

Le dichiarazioni di Michele Emiliano

Queste le parole rilasciate  dal presidente della Regione, mentre al quarto piano del Tribunale gli avvocati dei Comuni interessati e della Regione Puglia - Francesco Calabro, Ladislao Massari, Roberto Rella, Gaetano Stea e Francesco Zizzari - hanno cercato di smontare la consulenza dei docenti Fabrizio Bezzo, Davide Manca, Lionella Scazzosi durante il lungo incidente probatorio voluto dal gip Cinzia Vergine. Per la procura era presente il pubblico ministero Valeria Farina Valaori, titolare del fascicolo nel quale sono indagati MIchele Mario Elia (country manager di Tap), Clara Risso (legale rappresentante del consorzio), Gilberto Dialuce (direttore generale per le Infrastrutture Energetiche al ministero dell'Ambiente) oltre alla stessa società Tap. Per la difesa erano presenti Andrea Sambati e Francesco Paolo Sisto oltre a Fernando Musio dell'Avvocatura dello Stato.

In particolare, secondo l’avvocato Francesco Zizzari che rappresenta la Regione Puglia, gli esperti nelle loro valutazioni hanno considerato solo gli impianti tecnici e non le infrastrutture. Altro tema centrale nella perizia era “il punto di vista dello studio e degli effetti di carattere ambientale e paesaggistico, in relazione alla normativa specifica. Sotto questo aspetto la conclusione degli esperti mise in evidenza, a differenza di quanto accaduto, l’opportunità di una valutazione complessiva dell’impatto dell’intera opera, includendo gli effetti del metanodotto di connessione progettato da Snam per unire il Tap alla rete di distribuzionale nazionale che arriva nel Brindisino. Secondo quanto detto in aula oggi, inoltre, non sarebbe stata considerata la presenza di muretti a secco, patrimonio dell’Unesco.

In aula erano presenti i sindaci Marco Poti (Melendugno), Fulvio Pedone (Lizzanello), Fabio Tarantino (di Martano) e l’ex sindaco di Vernole, Luca De Carlo, quattro dei firmatari dell'esposto presentato nella scorsa primavera: gli altri sono i primi cittadini di Corigliano D'Otranto (Dina Manti), Zollino (Antonio Chiga), Calimera (Francesca De Luca), Castri di Lecce (Andrea De Pascali) e il presidente del comitato No Tap, Alfredo Fasiello.

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